Polemica Fiorellino-Villa Balke,
botta e risposta su Facebook

A sinistra la piscina di Villa Balke, a destra Gianni Fiorellino
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di Gennaro Morra

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Dopo la denuncia del cantante Gianni Fiorellino, che ha accusato Villa Balke di Torre del Greco di aver vietato a una coppia di promessi sposi di invitarlo a cantare al loro ricevimento nuziale perché neomelodico, la risposta dei responsabili della struttura non si è fatta attendere. Infatti, a poche ore di distanza dall’uscita del cantante, sulla pagina Facebook del ristorante è comparso un comunicato in cui la società che lo gestisce chiarisce la propria posizione, rivelando alcuni aspetti della vicenda.
 
«La Cypraea Srl, società che gestisce il locale per ricevimenti “Villa Balke”, ritiene assolutamente infondate e gravemente lesive della professionalità e della reputazione della propria azienda, le esternazioni del cantante che risponde al nome d’arte Gianni Fiorellino che, attraverso i propri canali social ha accusato la struttura di negare per le proprie cerimonie l’ingresso ai cantanti ed in particolare ai neomelodici – esordisce il post –. Si tratta di affermazioni, ma soprattutto di vere e proprie illazioni gravi, nei confronti dei proprietari della struttura e tendenti, attraverso una fuorviante descrizione dei fatti, a gettare discredito sulla struttura “Villa Balke”, sulla proprietà e sul personale che ivi lavora. Tali gratuite e gravi dichiarazioni hanno scatenato sui social media un attacco contro la struttura “Villa Balke” tacciata di “razzismo” nei confronti dei neomelodici. Accuse che, sin d’ora si stanno traducendo in un sostanzioso danno d’immagine del quale, attraverso le vie legali, siamo pronti a chiedere un risarcimento».

Il lungo comunicato prosegue, evidenziando che in un punto preciso dell’accordo firmato dai due clienti si fa riferimento proprio ai musicisti che dovranno esibirsi durante il ricevimento: «La proprietà intende chiarire che, come noto ai clienti che avevano prenotato la cerimonia di matrimonio e che avevano chiesto poi di recente, di far esibire in tale occasione il Signor Gianni Fiorellino, nel contratto da essi sottoscritto, è espressamente previsto al punto 7) che “nell'organizzazione dell’evento la Cypraea Srl si riserva la facoltà di affidare ad aziende affiliate l’intrattenimento musicale e/o l’animazione e spettacoli. In nessun caso il committente potrà rivolgersi per l’intrattenimento musicale e/o animazione, e/o spettacoli a soggetti terzi non affiliati a Cypraea Srl”». Pertanto: «Tale clausola è stata espressamente sottoscritta ed accettata dai clienti. È una clausola, come si nota, che non prevede alcuna limitazione di carattere artistico secondo la quale i neomelodici non possono cantare, mentre i cantanti lirici sì».
 
Insomma, nel divieto a Gianni Fiorellino di esibirsi durante il ricevimento dei suoi amici non c’era nessun atto discriminatorio legato al genere musicale: «Villa Balke non ha nulla contro i cantanti neomelodici – recita ancora il comunicato –, si attende un comunicato di scuse e di rettifica da parte del cantante Gianni Fiorellino». E in conclusione: «Ci si riserva, nel contempo ogni azione legale nei confronti del Sig. Gianni Fiorellino a tutela della reputazione e dell’immagine dell’azienda».

Ma delle scuse chieste dalla struttura non c’è nemmeno l’ombra nella replica pubblicata a stretto giro dal cantante: «Non si può parlare di musica italiana prescindendo dall’arte neomelodica. Ma ai cantanti napoletani questo aggettivo, spesso abusato, non piace, perché è dai più sovente pronunciato per identificare il figlio tanghero della canzone partenopea – si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’artista –. Uno stereotipo che mal si concilia con il sentimento dell’arte canora nobilmente intesa». E prosegue: «Senza andare oltre ed evitare inutili polemiche intorno a temi ormai oggetto di dibattiti roventi, questa breve premessa si impone per sgombrare il campo da molti equivoci e per sottolineare con vigore che la musica partenopea è arte e nel contempo sentimento. Energia positiva per il corpo e la vitalità dello spirito». Poi conclude: «Queste sono le affermazioni sincere di un artista che difende la creatività, il talento, il lavoro onesto e geniale, non quelle di chi intende precostituire la prova di un presunto danno, onde vantarne il risarcimento, perché ritenutosi vittima di esternazioni lesive di una non ben definita professionalità».
 
Giovedì 11 Luglio 2019, 22:39 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 00:22
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1 di 1 commenti presenti
2019-07-12 00:34:38
Mah!!

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