Policlinico Federico II, un open day per la diagnosi e il trattamento dell' endometriosi

Mercoledì 30 Marzo 2022 di Emma Onorato
Policlinico della Federico II

Endometriosi. Una patologia poco conosciuta, forse persino sottovalutata. Una malattia infiammatoria cronica che desta poco rumore, ma che silenziosamente rischia di compromettere la fertilità delle donne che ne sono affette. Colpisce in età riproduttiva e nel nostro Paese sono almeno 3 milioni le donne che ne soffrono. La scarsa conoscenza di questa patologia comporta dei gravi ritardi diagnostici, ed è per questo che il Policlinico della Federico II ha scelto di dedicare una giornata di visite gratuite per la diagnosi e il trattamento dell'endometriosi presso il Centro endometriosi e adenominosi dell'Uoc di ginecologia e ostetricia. «È un open day che ha riscosso un grande successo - commenta Anna Iervolino, direttore generale dell'Aou Federico II - un evidente segno che c'era il bisogno di individuare un centro di riferimento per una patologia che ancora oggi è sconosciuta e forse anche sottovalutata. Questa giornata fa parte delle tante iniziative del Policlinico della Federico II che ha scelto di tingersi di rosa» portando avanti una  datata «tradizione ed esperienza nel campo che riguarda la salute della donna». La programmazione della struttura ospedaliera universitaria ha da sempre investito grande impegno nell'offerta dedicata alla salute delle donne, ed è per tale ragione che la Iervolino sottolinea come questa iniziativa sia «anche l'occasione per ricordare che non ci siamo mai fermati - ribadendo - che nel post pandemia è ancora più necessario dedicarsi del tempo e cercare di affrontare i propri problemi di salute, avendo la consapevolezza che in Regione Campania siamo in grado di fornire delle adeguate risposte assistenziali a misura del bisogno della donna».

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Ma cos'è endometriosi? E quali sono i principali sintomi per riconoscere questa patologia? A fare chiarezza è Giuseppe Bifulco, direttore del dipartimento materno-infantile dell'Aou Federico II. È una patologia caratterizzata «da una localizzazione ectopica, ovvero al di fuori della propria sede naturale, di cellule endouterine in organi pelvici ed extra pelvici. Tipicamente esistono delle lesioni sulle due ovaie che vanno a formare delle cisti endometriosi, anche dette cisti cioccolato. Delle localizzazioni peritoneali che sono poi quelle che determinano il dolore durante la mestruazione, quindi la dismenorrea, e il dolore pelvico cronico. Sono proprio questi i sintomi che modificano in maniera importante la qualità della vita delle donne». Perché è importante sottoporsi a una diagnosi precoce e un trattamento preventivo? «Una diagnosi precoce risulta fondamentale per non determinare l'ipofertilità o la fertilità ma soprattutto per evitare una chirurgia estremamente radicale anche su organi e apparati extrapelvici ed extragenitali».

La prevenzione è fondamentale soprattutto quando in famiglia ci sono donne - come la propria madre o sorella - che ne soffrono perché in questo caso aumenta il rischio di esserne affette. Quindi il consiglio è di non aspettare: «Le donne devono saper ascoltare anche il minimo campanello di allarme legato a un dolore pelvico cronico o di una dismenorrea e sottoporsi a una visita specialistica», conclude il professore Bifulco.

Anche la formazione ricopre un ruolo essenziale per far sì che cresca la conoscenza di questa patologia: «Non se ne parla abbastanza nell'ambito della formazione pre laurea e post laurea: spesso la si ritiene una patologia banale - commenta Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università Federico II di Napoli -  e invece essendo una patologia invalidante merita una maggiore attenzione. Quindi, come Scuola di Medicina, stiamo cercando di dotarci di simulatori e di centri di simulazione avanzata che ci permettano di fare una formazione su casi pratici, simulati, e  collegamenti con sale operatorie e diagnostiche avanzate». Nel 2020 fu presentata una proposta di  legge a tutela delle donne affette da endometriosi. Una proposta che è diventata legge: «È stata accolta all'unanimità dal Consiglio regionale, segno dell'attenzione nei confronti delle donne che soffrono di questa patologia - commenta Loredana Raia, vicepresidente del Consiglio regionale con delega alle pari opportunità ed alle politiche di genere -. Una patologia che - purtroppo -  spesso non viene diagnosticata in tempo: si calcola un periodo di 8-10 anni prima di arrivare a diagnosi. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo messo in campo un impianto normativo» perché c'è la necessità di  partire dalla prevenzione, ed è bene ricordare che una diagnosi precoce della patologia gioca un ruolo fondamentale nelle tempistiche di intervento a tutela della salute delle donne. «Quindi costruire link con i medici di medicina generale per cercare di individuare quanto più precocemente la patologia», inoltre «è stato istituito un osservatorio regionale e stiamo stilando le linee guida per tutti gli interventi e le attività che dovranno essere realizzate con le risorse che la Regione Campania ha messo in campo per sostenere la campagna di prevenzione, gli screening, e soprattutto la comunicazione perché informare le donne su questa patologia rappresenta il primo step affinché ne diventino consapevoli».

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