Pollena Trocchia, la scuola va ristrutturata e gli alunni finiscono nei container

Giovedì 16 Dicembre 2021 di Francesca Mari
Pollena Trocchia, la scuola va ristrutturata e gli alunni finiscono nei container

Ufficialmente «strutture modulari», in parole semplici container o prefabbricati come quelli dei terremotati. Per di più installati in un'area periferica e senza servizi, sul terreno di un ex cantiere bloccato negli anni 80 per abusi edilizi. È la «Cittadella della scuola» di Pollena Trocchia, comune di 12mila abitanti all'ombra del Vesuvio, che da gennaio ospiterà 230 alunni tra gli 11 e i 13 anni, più docenti e dipendenti, della media «Viviani» il cui edificio sta per essere interessato da urgenti (e imponenti) lavori di rifacimento, finanziati con due milioni di fondi europei. Tempo dello spostamento «provvisorio»: due anni.

L'amministrazione comunale di Pollena Trocchia, guidata dal sindaco Carlo Esposito, ha risolto così il problema della sistemazione delle 15 classi che dall'inizio del 2022 saranno ufficialmente senzatetto. Dopo aver consultato tecnici ed esperti, l'assessora alla Pubblica Istruzione Carmen Filosa ha optato per il noleggio delle strutture modulari, portato a termine grazie a un apposito finanziamento ministeriale di 350mila euro. Nella zona di Parco Europa, agglomerato alla periferia della cittadina, su un terreno di diecimila metri quadrati spianato anni fa per fare posto a un insediamento abitativo mai portato a termine, sta sorgendo così questa sorta di villaggio - già definito «baraccopoli» da molti residenti - fatto di prefabbricati messi l'uno accanto all'altro, proprio come se ne vedono nelle zone colpite da terremoti. Le 15 aule, assicura l'assessora, saranno tutte climatizzate, antisismiche e con sistemi di immissione in fogna per i servizi igienici: una scuola modello, la soluzione migliore possibile date le circostanze, assicurano in Comune. E tuttavia, ora che i lavori sono in dirittura d'arrivo, le polemiche non mancano. «Sembrano casupole pronte per ospitare i rom» oppure «Siamo tornati al terremoto dell'80», si lamentano molti genitori.

A denunciare la scelta Roberto Braibanti, ambientalista e presidente dell'associazione «Pollena Trocchia solidale». «Esprimo le perplessità di diverse famiglie - spiega Braibanti - che temono di mandare i propri figli in quei container nel pieno della stagione fredda. Dopo due anni di Dad, questi bambini già provati dovranno trascorrere due inverni in queste strutture. Una situazione surreale, che oltretutto comporta un esborso notevole di soldi che potevano essere impiegati per l'adeguamento di una delle tante strutture sfitte del territorio. Inoltre, io chiederei una perizia geologica perché quell'area è un ex cantiere abusivo, per non parlare dei disagi che deriveranno dal fatto che lì intorno non c'è niente, dai negozi ai mezzi di trasporto». «Le strutture modulari sono sicure, moderne, idonee e adeguatamente accessoriate - è la replica del sindaco Carlo Esposito - Una squadra di esperti ha lavorato per cucire i moduli alle esigenze scolastiche e di sicurezza: si tratta di strutture antisismiche, già pensate per le esigenze anti-Covid, con sistemi di climatizzazione di ultima generazione, pienamente accessibili ai diversamente abili e situate in un'area con ampia possibilità di parcheggio: si snellirà anche la viabilità nelle ore di entrata e uscita da scuola». 

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Possibile che non ci fossero alternative? «Inizialmente si era pensato di utilizzare Palazzo Santangelo, la struttura di proprietà comunale sita in Piazza Amodio - risponde l'assessore Filosa - ma non ci sarebbero state aule a sufficienza, a fronte di notevoli spese per la riqualificazione». Dove oggi si stanno posando i prefabbricati, invece, l'amministrazione comunale immagina nel futuro una «Cittadella della scuola» superattrezzata per i bambini delle primarie. Si vedrà: nel frattempo, in tanti chiedono di conoscere il cronoprogramma dei lavori previsti nell'edificio Viviani. Perché si sa, in Italia niente è più definitivo del provvisorio. 

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