Polveri oltre i limiti: in provincia di Napoli il record dell'inquinamento

Venerdì 3 Gennaio 2020 di Francesco Gravetti

Nonostante le ordinanze dei sindaci, in Campania ed in particolare nell'area metropolitana di Napoli il cielo grigio dello smog continua a imperversare. Avviene nel capoluogo, ma soprattutto in altre otto città della regione, dove lo sforamento del limite per le polveri sottili è a livelli allarmanti. E il record, anche quest'anno, è di San Vitaliano, poco più di 6mila abitanti e ben 115 giorni di smog eccessivo. Sono i dati di «Mal'aria», il report di Legambiente che evidenzia le città dove viene superata la soglia limite per le polveri sottili Pm10, che è di 35 giorni di sforamenti all'anno con una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metro cubo.

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Tramite i dati delle centraline Arpac, gli ambientalisti hanno stilato una classifica, individuando nove città fuorilegge (nel 2018 erano tredici). Tra queste c'è Napoli (la centralina di rilevamento sta in zona Ferrovia), unico capoluogo di provincia ma con una situazione decisamente migliore delle altre: sono stati 36, infatti, giorni di superamento dei limiti di legge, solo uno in più del consentito. Come detto, la maglia nera è di San Vitaliano con 115 sforamenti, uno ogni tre giorni. Segue Pomigliano D'Arco dove i giorni di superamento sono stati 82, chiude il podio Nocera Inferiore con 72 sforamenti. Le altre città campane fuorilegge sono Casoria (46 giorni), Aversa (68 giorni), Volla (58 sforamenti), Acerra (64 ) e San Felice Cancello (46). Sforamenti che si traducono in problemi di salute, costi per il sistema sanitario e impatti rilevanti sugli ecosistemi.

I SINDACI
Pasquale Raimo, sindaco di San Vitaliano, ne fa una questione di territorio: «La centralina di rilevamento sta da noi, ma il problema riguarda tutta la zona, al punto che ho chiesto ai Comuni dell'area nolana di adottare una delibera per chiedere lo stato di emergenza ambientale. Intanto io vado avanti a colpi di ordinanze: contro le stufe a legna e quelle a pellet. Sto pensando anche di vietare le automobili di vecchia immatricolazione». Raffaele Bene, sindaco di Casoria, aggiunge: «Il problema c'è, ma non si risolve con l'impegno del singolo ente. La Città Metropolitana dovrebbe farsi carico di affrontarlo coinvolgendo tutti». Il sindaco di Pomigliano d'Arco ha preso sul serio gli sforamenti di pm10. Raffaele Russo controlla i dati ogni giorno, ha disposto targhe alterne tutto l'anno ed emana ordinanze per la tutela dell'ambiente con incentivi per i cittadini. «Stiamo inoltre piantando dove possibile sempre più alberi. L'anno scorso Pomigliano aveva sforato 101 giorni, stavolta 82, non so quanto sia statisticamente significativo ma so che stiamo combattendo ogni giorno. La verità è che le centraline andrebbero posizionate su tutta la direttrice est della provincia di Napoli», dice Russo.

LE PROPOSTE
Commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania: «È urgente mettere in atto interventi strutturali. In questo è fondamentale il ruolo della Regione nel predisporre piani e misure oltre a nuovi fondi da destinare a progetti innovativi. Prioritario è investire su uno svecchiamento del parco autobus, senza dimenticare la riqualificazione energetica degli edifici». Sulla qualità dell'aria Legambiente Campania è impegnata nel progetto europeo Air Heritage, che sarà sperimentato a Portici. Col progetto viene perseguita la riduzione del 20% delle particelle sottili (PM10) e ultrasottili (PM 2,5), di NO2 (Diossido di Azoto), CO (Monossido di Carbonio) e O3 (Ozono), l'aumento di 1.000 utenti di E-bike sharing, la diffusione del pedibus nel 75% delle scuole elementari, il 20% di aumento di bambini che raggiungono la scuola a piedi.

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