Pompei, comune pilota
della zona rossa del Vesuvio

Domenica 14 Aprile 2019 di Susy Malafronte
Anche se con pochi uomini della protezione civile, mezzi e finanziamenti zero,  Pompei è il comune pilota della zona rossa del Vesuvio nella campagna avviata dalle Nazioni Unite. La città degli Scavi al tavolo della Presidenza del Coniglio dei Ministri per la campagna Unisdr «Making Cities Resilient» e promozione di una rete di città resilienti sul territorio nazionale. Al centro dell’incontro la volontà di intenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri di istituire la settimana della protezione civile e l'introduzione nelle scuole di tale tematica, attraverso l’educazione civica. In rappresentanza del sindaco Pietro Amitrano, al tavolo si è seduto il capitano Ferdinando Fontanella, vicecomandante dei caschi bianchi e responsabile della protezione civile di Pompei. «Ho illustrato alla vasta platea istituzionale - ha spiegato il capitano Fontanella - le problematiche peculiari del nostro comune e le difficoltà di accesso al finanziamento regionale per l’aggiornamento del piano di emergenza. Nonostante ciò, stiamo lavorando alla formazione di volontari da iscrivere al gruppo regionale. Il regolamento sarà sottoposto al voto del consiglio comunale nei prossimi giorni. Inoltre, stiamo lavorando alla costituzione rete-coordinamento dei dieci comuni limitrofi. Svolgiamo tutte le attività che ci competono, ed anche oltre, anche solo con due addetti e pochi mezzi».  La Campagna «Making Cities Resilient» è stata lanciata nel maggio 2010 dall’Agenzia delle Nazioni Unite dedicata alla riduzione delle calamità (UNISDR, United Nations International Strategy for Disaster Reduction), come strumento di sensibilizzazione e di supporto rivolto alle autorità locali nel processo di implementazione del Quadro d’Azione “Hyogo” (sottoscritto in Giappone nel 2005 da 169 Paesi) per la riduzione dei rischi di catastrofi e l’aumento della resilienza delle comunità. Il tema della riduzione dei rischi di catastrofi è di vitale importanza per i paesi sviluppati e in particolare per le città, le quali si trovano per prime ad affrontare le conseguenze degli eventi calamitosi. La campagna propone un decalogo per rendere le città resilienti che possono essere attuato da sindaci e amministrazioni locali. © RIPRODUZIONE RISERVATA