Pompei, sono del figlio di una veggente rom gli abusi vicino la necropoli

di Susy Malafronte

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POMPEI - La Pompei dei misteri, quella dove la leggenda dei riti magici si intreccia con la storia delle cartomanti rom che acquistano un terreno nel triangolo compreso tra il cimitero, l'antica necropoli di Porta Vesuvio e il Santuario. È il giallo in cui si sono imbattuti i caschi bianchi nel corso di un controllo anti-abusivismo. Perché una rom che per mestiere legge il futuro della gente nelle carte e gira l'Europa sta realizzando un edificio alle spalle del cimitero di Pompei e a pochi metri dalla necropoli dell'antico popolo pompeiano? A porsi l'interrogativo sono anche i vigili urbani che, nel corso di un blitz in via Grotta II, nei giorni scorsi si sono trovati di fronte a una piattaforma di cemento armato a forma di L nascosta tra fitti alberi di noccioli. Dopo il sequestro della struttura, naturalmente abusiva, ampia 150 metri quadrati e intestata al figlio della cartomante, per rispondere ai dubbi sono scattate le ricerche degli agenti municipali agli ordini del colonnello Gaetano Petrocelli e del capitano Ferdinando Fontanella. Ai fini giudiziari sembrerebbe che non ci siano elementi per i quali i vigili urbani possono spingersi oltre. Ma il mistero della struttura che stava per nascere nelle vicinanze del cimitero e della necropoli, luogo che ben si presta ad atmosfere da magia nera, lascia immaginare che la madre del giovane, famosa come veggente e operatrice dell'occulto in tutta Europa, potesse essere interessata a svolgere rito esoterici a pochi passi dal Santuario.
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Martedì 11 Settembre 2018, 08:49 - Ultimo aggiornamento: 11-09-2018 09:42
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