Ponticelli, il Comune revoca le autorizzazioni per l'impianto sul campanile della chiesa del «lotto O»

Lunedì 27 Gennaio 2020 di Alessandro Bottone
Il Comune di Napoli ha revocato l'autorizzazione per l'installazione delle antenne telefoniche 5G sul campanile della chiesa di San Francesco e Santa Chiara in viale Decio Mure Console Romano a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli.

Dopo la pesante protesta durante l'estate scorsa da parte dei residenti - convinti e allarmati sulla pericolosità dell'impianto - il parroco della chiesa del cosiddetto «lotto O», poi dimessosi, aveva già comunicato ai fedeli la volontà di voler disdire il contratto e far rimuovere l'impianto installato dal 2000 sul campanile della parrocchia. Le preoccupazioni dei cittadini sono state fatte proprie dai consiglieri municipali e comunali del Movimento Cinque Stelle ai quali proprio oggi - dopo diverse note inoltrate agli uffici competenti - è stata comunicata la decisione del servizio “Controlli ambientali e attuazione PAES” del Comune di Napoli.

Tutto inizia ad aprile 2019 quando la compagnia telefonica presenta istanza di autorizzazione per un impianto radioelettrico con la modifica di uno già esistente. Qualche settimana dopo l'Arpac rilascia parere non favorevole rispetto alla compatibilità elettromagnetica, quindi arriva una prima diffida dal Comune a non procedere con gli interventi previsti. L'Arpac, in sintesi, darà parere favorevole solo a una terza configurazione proposta dall'impresa, ovvero quella descritta nelle modifiche al progetto presentate il 5 agosto 2019 con le quali il Comune autorizza i lavori. L'intervento prevedeva anche l'installazione di una “gabbia” metallica per sollevare l'impianto di circa sette metri.

Intanto lo stesso servizio comunale - su richiesta dei consiglieri comunali del M5S, Marta Matano e Matteo Brambilla, e della VI municipalità Tina Formisani, Simone Natullo e Pasquale Longobardi - aveva chiesto alla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio se la struttura religiosa fosse sottoposta a vincolo. Risposta arrivata il 4 dicembre scorso: la chiesa di Ponticelli è vincolata quale «bene culturale». Di qui una nuova istruttoria verso la società di telefonia per la verifica della legittimità dei titoli autorizzativi. Oggi la decisione del Comune di revocare visto che «alcun riscontro è pervenuto» da parte della società. La nota prescrive anche «la dismissione, entro 90 giorni, della stazione radio» installata sul campanile e il «ripristino dello stato dei luoghi».

La protesta contro il 5G è esplosa, nelle settimane scorse, anche in via Mastellone, al confine tra i quartieri Ponticelli e Barra, dove un privato aveva chiesto l'installazione di un impianto nel proprio terreno, lavori poi bloccati. Tra preoccupazione e allarmismi il presidio dei residenti è andato avanti per diverse settimane per protestare contro l’utilizzo dell’area per un nuovo impianto. Anche in altre zone di Napoli ci sono state accese manifestazioni contro l’installazione di impianti a tecnologia 5G. Dall’altra parte diversi professionisti del settore rassicurano sulla inesistenza di danni alla salute se l’impianto rispetta le leggi vigenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA