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Portici, non fa in tempo a raggiungere la clinica e partorisce nell'androne del palazzo

Venerdì 19 Agosto 2022 di Aniello Sammarco
Portici, non fa in tempo a raggiungere la clinica e partorisce nell'androne del palazzo

Avverte i primi segnali del parto. Fa in tempo solo a prendere l'ascensore e ad arrivare nell'androne del palazzo e qui partorisce la sua seconda figlia, assistita prima dal marito e poi anche dal padre e da alcuni vicini. È accaduto a Portici, dove giovedì 18 agosto, in un pomeriggio caldissimo e con la città quasi deserta, Sabrina Autiero e il marito Luca Manzo, fresco di nomina ad assessore all'Istruzione della giunta guidata dal sindaco Enzo Cuomo, hanno visto venire al mondo la piccola Diana, ora ricoverata a scopo esclusivamente precauzionale a Villa Betania, forte dei suoi 3,750 chili e di un primato: «Quello di essere nata a Portici» sorride ora il padre, dopo essersi concesso una foto per i social con la figlia messi alle spalle i momenti di forte spavento. A Portici infatti non c'è un ospedale e l'ultima clinica privata con punto nascita è stata attiva fino al 1977. Infatti il parto sarebbe dovuto avvenire in una struttura di Massa di Somma. «Tanto che durante l'attestazione di nascita - racconta l'assessore - ho consegnato, oltre alla dichiarazione sostitutiva, quella del pronto intervento, essendo stato io ad assistere al parto e non un medico».

Luca Manzo ricorda i momenti concitati della nascita di Diana, tenendo a precisare che aveva avuto il piacere di assistere alla nascita del primo figlio, Giuseppe, venuto al mondo nel gennaio di tre anni fa. «Ma lì era presente un pool di medici e assistenti che hanno prestato ogni attenzione necessaria al nascituro e a mia moglie».

Stavolta invece Sabrina non era in sala parto e l'unico presente nell'androne del palazzo era il marito. "Mia moglie - prosegue Manzo - mi ripeteva: “Sta nascendo”. Le dicevo di calmarsi, fino a quando non ho visto sbucare la testa di mia figlia. Non ho capito più nulla: ho gettato a terra telefonino e chiavi dell'auto. Quindi ho fatto stendere mia moglie e ho tirato fuori Diana, anche se forse è più corretto dire che me la sono praticamente ritrovata tra le braccia. Mia moglie è stata eccezionale, come eccezionale è stato mio suocero, arrivato dopo essere stato allertato, che ha continuato ad assistere Sabrina insieme ad alcuni vicini e verso la fine anche un medico. Sono poi uscito all'esterno del palazzo per chiedere aiuto. Qui ho trovato un addetto della società Gori, che ho pregato di provare a chiamare il 118 e i numeri di emergenza delle forze dell'ordine. Avevo paura che mia figlia potesse avere problemi, aveva emesso i primi gemiti e poi non la sentivo più, coperta com'era da placenta e sangue. Per fortuna l'arrivo dell'ambulanza è stato tutto sommato tempestivo e al taglio del cordone ombelicale abbiamo risentito piangere nostra figlia».
«Ora - conclude l'assessore, che ha ricevuto gli auguri bipartisan della classe politica porticese, a partire dal primo cittadino Cuomo - racconto questa storia tanto particolare col sorriso sulle labbra e un giorno mi auguro che mia figlia sorriderà insieme a noi sentendoci raccontare questa vicenda così particolare. Vicenda che le permetterà di poter avere scritto sulla carta d'identità di essere nata a Portici».

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