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Terremoto a Pozzuoli, scosse e boati ma il bradisismo rallenta

Domenica 31 Luglio 2022 di Mariagiovanna Capone
Terremoto a Pozzuoli, scosse e boati ma il bradisismo rallenta

Nell'area della Solfatara l'hanno avvertita in molti destandoli dal sonno. Alle 5.27 di ieri mattina è infatti iniziato un piccolo sciame sismico nei Campi Flegrei con un terremoto di magnitudo 2.7 (con un'incertezza di ± 0.3) e profondità intorno ai 2.2 chilometri, con epicentro proprio nella zona del Vulcano Solfatara. Nove in totale i sismi dello sciame terminato intorno alle 10.30 che, tranne quello avvertito dalla popolazione all'alba, sono stati tutti di bassissima energia e in gran parte dei casi di profondità inferiori al chilometro, sebbene alcuni accompagnati da boati.

Tuttavia una buona notizia c'è: secondo il bollettino dell'Osservatorio Vesuviano di giugno «da alcune settimane sembrerebbe evidenziarsi una riduzione della velocità del sollevamento, il cui reale andamento potrà essere valutato con i dati delle prossime settimane». Dopo 97.5 centimetri registrati da novembre 2005, di cui circa 64 solo da gennaio 2016 in poi, la velocità di sollevamento sta rallentando e nel prossimo bollettino sapremo se è iniziata l'attesa fase di abbassamento.

Otto piccolissimi sismi più uno un po' più energetico. Magnitudo 2.7, quanto basta per svegliare chi vive nell'area della Solfatara dove è stato registrata la scossa più forte dello sciame di ieri mattina ai Campi Flegrei. Immediato lo scambio di informazioni tra il sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni e i vertici dell'Osservatorio Vesuviano al fine di pianificare il lavoro tra la Polizia municipale e i volontari di Protezione civile per verifiche sul territorio. Non c'è stato bisogno di interventi, e lo sciame non è nulla di anomalo ma rientra nel fenomeno del bradisismo iniziato dal 2005, e dal dicembre 2012 l'allerta è posizionata sul livello giallo, quello definito di «attenzione», con riferimento ai quattro livelli di allerta previsti dal piano di emergenza predisposto dalla Protezione civile.

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La fase più critica vissuta è stata registrata a marzo scorso: il terremoto di magnitudo 3.6 alle 17.45 del 29 marzo risulta, attualmente, l'evento di maggiore energia registrato a partire dalla ripresa di questa fase bradisismica iniziata nel 2005, ma è anche l'evento più energetico registrato dal 1985. Nel bollettino settimanale pubblicato dall'Osservatorio Vesuviano a marzo era sottolineata la velocità di sollevamento, passata da dicembre a circa 13 millimetri al mese, e finché ci sarà il sollevamento del suolo, continueranno gli sciami sismici che possono aumentare sia in numero che in magnitudo. Sia gli sciami che l'evento più energetico rientrano nella norma di un sistema idrotermale attivo e i parametri geofisici e geochimici analizzati indicano il perdurare dei trend registrati nei mesi precedenti, infatti. La composizione delle fumarole e i parametri geochimici monitorati dopo il picco massimo del luglio 2020, hanno iniziato invertirsi per i campioni degli ultimi mesi, incluso il mese di giugno 2022.

Ma nell'ultimo bollettino mensile il fattore più importante che emerge riguarda proprio il fenomeno delle deformazioni del suolo che sta subendo un cambiamento: «da alcune settimane sembrerebbe evidenziarsi una riduzione della velocità del sollevamento, il cui reale andamento potrà essere valutato con i dati delle prossime settimane». Ne sapremo di più nei prossimi bollettini, ma a quanto pare il bradisismo sta rallentando la sua corsa dopo 17 anni, e potrebbe presto arrivare una inversione di tendenza. 

Ultimo aggiornamento: 1 Agosto, 08:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA