Preti gay e chat hot, bufera in Curia:
due sacerdoti sotto i riflettori a Napoli

Domenica 25 Febbraio 2018 di Maria Chiara Aulisio
Ancora un dossier a luci rosse sulla scrivania del cardinale Crescenzio Sepe che dovrà occuparsi di verificare innanzitutto la posizione dei due preti napoletani coinvolti nel fascicolo consegnato nei giorni scorsi ai vertici di Largo Donnaregina da Francesco Mangiacapra, escort di professione, che in 1300 pagine ha schedato oltre cinquanta tra sacerdoti e seminaristi omosessuali colpevoli - secondo quel che dice il ragazzo - di comportamenti molto poco consoni alla vita ecclesiastica. Si tratterà di aprire altri due fascicoli, dovranno tornare al lavoro i giudici del Tribunale regionale ecclesiastico che hanno recentemente archiviato la posizione di don Mario D'Orlando, parroco a Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone, sospeso dall'incarico nel febbraio del 2017 in seguito alla scoperta di un dossier anonimo su preti e presunti festini gay.

Dopo quasi un anno di indagini, veleni, interrogatori e confronti incrociati, i giudici di largo Donnaregina lo scorso gennaio hanno deciso di non procedere nei confronti del sacerdote di Monte di Dio. Perché - è scritto nel decreto - rispetto a una denuncia anonima non è possibile fare diversamente. A nulla varrebbero infatti - secondo i giudici del cardinale Crescenzio Sepe - le informazioni, a cominciare dall'interrogatorio verità del grande accusatore del prete, che la Procura di Napoli, nel rispetto della prassi, ha regolarmente inviato ai vertici del tribunale ecclesiastico al termine delle indagini svolte per escludere il coinvolgimento di minori nel giro. Tutto archiviato, dunque. Anche se però i giudici del Tribunale regionale ecclesiastico hanno contemporaneamente deciso di non reintegrarlo, non solo nel suo ruolo di parroco nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone - dove addirittura «si fa obbligo» di non tornare - ma in nessuna altra chiesa o ente ecclesiastico che sia.

E a riguardo c'è una ulteriore novità. Nei giorni scorsi qui a Napoli è arrivata una troupe delle Iene, con il giornalista Enrico Di Doni, che ha inseguito per alcuni metri, riuscendo poi a fermarlo, proprio don Mario D'Orlando. Al sacerdote napoletano è stato mostrato un video che lo ritraeva a casa sua in compagnia di un giovane omosessuale intento a fargli un massaggio. Il programma - secondo quanto si è appreso - dovrebbe andare in onda nei prossimi giorni.

 

Infine, sempre sulla scrivania del cardinale Sepe, la decisione del Vaticano di riaprire il caso sui presunti abusi commessi da un sacerdote a Ponticelli. Ad accusare don Silverio Mura, infatti, è da anni Diego Esposito che dichiara di essere stato vittima di quel prete quando aveva solo 13 anni (ora è quarantenne). Papa Francesco ha richiesto «ulteriori e immediati» accertamenti. Vuole vederci chiaro. Vuole capire se le indagini svolte durante questi anni dalla diocesi di Napoli e, in seguito, dalle autorità competenti vaticane, relative alle accuse di abusi ai danni di alcuni bambini, e terminate nel 2016 con un'archiviazione, siano state fatte o meno accuratamente. Vuole capire se la procedura investigativa sia stata adeguatamente rispettata in tutte le fasi previste.
m.c.a.
© RIPRODUZIONE RISERVATAUltimo aggiornamento: 26 Febbraio, 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA