Primo maggio a Napoli tra guerra e precarietà: manifestazione internazionalista a Soccavo

Domenica 1 Maggio 2022 di Chiara Bruno
Primo maggio a Napoli tra guerra e precarietà: manifestazione internazionalista a Soccavo

Primo Maggio di mobilitazione a Soccavo, quartiere periferico della città di Napoli. Guerra, precarietà, carovita, pandemia, questi i temi trattati. Una manifestazione di preparazione in vista dello sciopero generale del 20 maggio contro la guerra e l’economia di guerra. Il corteo si è snodato pacificamente per le vie del quartiere alla presenza delle forze dell'ordine. «Non pagheremo le vostre guerre!» Urlano i manifestanti. Iniziativa che si vuole discostare dalle principali celebrazioni per la festa dei lavoratori, pur condividendone gli ideali, per mettere in risalto le condizioni difficili in cui versano le periferie cittadine. 

«Dopo due anni di pandemia lo scoppio della guerra in Ucraina ha complicato ulteriormente la vita delle fasce più deboli della popolazione. Il rincaro dei prezzi si fa sentire sui salari già bassi a causa del Covid e della pregressa crisi economica. La guerra miete vittime in Ucraina come in altre decine di paesi del mondo, mentre i potenti della terra continuano a scontrarsi sulla nostra pelle e i governi nazionali portano avanti interessi che corrispondono unicamente al mantenimento dei profitti dei colossi industriali», sostengono i ragazzi. «I problemi di studenti e studentesse, disoccupate e disoccupati, lavoratori e lavoratrici, vanno risolti con azioni immediate, su cui i movimenti di lotta hanno già posto in campo mobilitazioni e proposte: riaprire i plessi medici territoriali, garantire dei bonus per il carovita, sbloccare le opportunità lavorative anche grazie alle opere di bonifica, dare risposte sui trasporti e la messa in sicurezza di scuole e università». 

Ad organizzare la mobilitazione è stato il collettivo del Cap 80126 - Centro Autogestito Piperno. Uno spazio liberato nel quartiere Flegreo di Napoli. Un luogo di cooperazione sociale e di solidarietà attiva dove la politica diventa una vera e propria scelta di vita. Le attività sociali svolte consentono ai giovani e agli adulti di praticare sport, di dedicarsi all’arte e alla cultura. Uno strumento di resistenza e lotta per costruire comunità ribelli e autonome. 

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«I giovani vivono nella precarietà e nella rassegnazione, le famiglie delle classi popolari sono costrette a fare i salti mortali per vivere e nelle strade dilaga il disagio e l'abbandono da parte delle istituzioni. Per questo noi del Cap 80126, stiamo avviando una serie di attività nello spazio e stiamo offrendo una serie di servizi gratuiti e accessibili a tutti. Abbiamo allestito un'aula studio per permettere ai giovani del quartiere, di avere un luogo sicuro e accessibile, dove studiare e crescere culturalmente. Da anni abbiamo una palestra che tiene corsi di boxe popolare, per persone di tutte le età, bambini e adulti. Abbiamo attivato uno sportello per i disoccupati, per combattere la povertà di questa periferia. Lo spazio è aperto a tutti e consente di trascorrere momenti di aggregazione e socialità». Napoli è da sempre martoriata da disoccupazionemalaffare e ora la pandemia ha impoverito ancor di più quella fetta di popolazione che si basava su lavori a intermittenza e precari. In sintesi il Cap 80126 punta ad essere un luogo di riscatto sociale.

Ultimo aggiornamento: 2 Maggio, 09:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA