La Villa Vergiliana di Cuma apre
i battenti ad archeologi e filologi

Villa Vergiliana
di Patrizia Capuano

Bacoli «L’alternativa all’Età Augustea» è il tema del Primo Simposio Campano in corso fino a domenica nella Villa Vergiliana di Cuma, tra i maggiori poli di studi classici in Italia. Organizzato dalla Vergilian Society, il convegno accoglie filologi e archeologi internazionali che si confrontano sulla alternativa geo-politica alla età augustea: docenti di Dipartimenti classici di università europee e americane ne analizzano i molteplici ambiti storici a partire dallo studio del professore di Storia Antica, Greg Woolf, su prospettive e proiezioni della età classica. «L’autore si chiede come poter scrivere la storia in modo diverso – spiega Antimina Sgariglia, direttore della sede locale della Vergilian Society - Egli procede nel testo non partendo da Roma e dall’imperatore Augusto, ma guardando le tendenze geopolitiche delle province che hanno continuato ad esistere anche quando iniziarono gli sconvolgimenti nell’Urbe. Si tratta di un percorso storico e culturale difficile se si considera il contesto in cui viveva Augusto». Il simposio sarà occasione per analizzare anche testi di Livia Drusilla Claudia, nobildonna romana e moglie di Augusto, di Mecenate e di schiavi poi resi liberi. Obiettivo degli studiosi è di sottolineare i cambiamenti di Roma nel periodo antecedente l’avvento dell’imperatore. Organizzato da Kathryn Welch della Università di Sydney e da Josiah Osgood della Georgetown University, l’evento riapre le porte al confronto. Un appuntamento organizzato nella restaurata Villa di Cuma dalla Vergilian Society, la cui sede principale è nel New Jersey. Nella storica residenza flegrea si punta a favorire «la diffusione degli studi virgiliani in Italia con scambi culturali tra studiosi classicisti sia degli Stati Uniti che della Unione Europea». 
 
Venerdì 14 Ottobre 2016, 19:27 - Ultimo aggiornamento: 14-10-2016 21:09


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