Ospedali, via al piano a Napoli: potenziati i posti letto per la quarta ondata Covid

Sabato 20 Novembre 2021 di Ettore Mautone
Ospedali, via al piano a Napoli: potenziati i posti letto per la quarta ondata Covid

Verso la quarta ondata: la Campania è la quarta regione italiana per incidenza e crescita dei casi Covid dopo il nord-est del Paese. Anche se i dati sulle ospedalizzazioni sono stabili c'è preoccupazione. A Napoli il clima che si respira è quello che precede la tempesta, quando il cielo si fa scuro e cadono le prime gocce.

I primi segni sono quelli avvertiti dalla rete dei medici di famiglia: «Tra i miei assistititi - spiega Pina Tommasielli, studio a Soccavo - stanno aumentando a vista d'occhio i positivi. Alcuni non vaccinati ma ce ne sono anche tra i vaccinati in scadenza per la terza dose, per i quali sono trascorsi o quasi i sei mesi dalla conclusione del primo ciclo vaccinale. Contagi che si presentano con lievi sintomi, soprattutto anziani affetti da enfisema polmonare e altre malattie cardiorespiratorie croniche. Li curiamo a casa, con la terapia standard e, se possibile e nei casi a rischio, li avviamo ai monoclonali, seguiti dalle Usca oppure tramite i team Covid della Asl Napoli 1 che con la regia di Antonio Maddalena esprimono una eccellenza nelle cure». All'ospedale San Paolo uno dei tre anziani sospetti giunti in pronto soccorso una settimana fa (non vaccinato) è stato intubato nella rianimazione del Cotugno. Gli altri due sono invece risultati negativi al controllo molecolare. Ieri è arrivato un altro sospetto con sintomi importanti.

La rete ospedaliera scalda i motori e si prepara ad un'eventuale ondata attesa entro le prossime due settimane. L'ospedale del mare da lunedì 22 novembre torna ad allestire nella ex day surgery 47 posti Covid (39 di degenza e 8 di sub intensiva) tenendo pronti anche 8 posti di Rianimazione nei prefabbricati. Negli ultimi giorni sono stati risistemate le corsie e riattivati i percorsi. Monta, tuttavia, tra i camici bianchi, la fronda di un profondo malumore per la scelta della Asl di puntare sul Covid center dell'Ospedale del mare anziché riattivare il Loreto o il San Giovanni Bosco che hanno funzionato fino a poche settimane fa e tornati a svolgere funzioni ordinarie: in un caso, il Loreto, rimaneggiato nelle funzioni residue e attivo solo in area medica (Medicina, Oncologia ed Ematologia) con una rianimazione vuota e con più unità di personale (medici e soprattutto infermieri) che pazienti ricoverati. Nell'altro, il San Giovanni Bosco, con un pronto soccorso al palo per carenza di personale. Preoccupazione espressa anche dalle organizzazioni sindacali dei medici che hanno firmato una nota bollando come «incomprensibile decisione» quella di puntare sull'ospedale del mare per la riattivazione di posti Covid lagnandosi di non essere stati almeno interpellati paventando il «prevedibile collasso dei pronto soccorso cittadini».

Intanto il Cotugno, principale Covid center della città, è pronto ad attivare una linea di altri 16 posti in aggiunta ai 115 attualmente impegnati (8 di terapia intensiva, 32 di sub intensiva e il resto in regime di degenza infettivologica ordinaria, compresi 8 posti di Osservazione intensiva dotati di ventilatori al Pronto soccorso). Attualmente nel polo infettivologico della città c'è la disponibilità di un solo posto di terapia intensiva, tre in sub intensiva e tre in degenza. «I nuovi arrivi sono bilanciati dalle dimissioni che effettuiamo attivando le cure domiciliari prima della negativizzazione - sottolinea il bed manager dell'azienda dei colli Cristina Boccia - i nostri pazienti sono quasi tutti non vaccinati. Non c'è piena consapevolezza della pericolosità della malattia. Sars-Cov-2 trae in inganno perché in alcuni casi scorre asintomatico e in altri dà deboli segni. Poi capita che prenda pieghe repentinamente drammatiche».

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A Napoli, a dare manforte al Cotugno, ci sono anche i due policlinici: quello della Federico II ha 8 posti su 10 occupati all'edificio 18 presso l'unità di Malattie infettive diretta da Ivan Gentile, 7 su 8 nella Medicina diretta dal professor Abete, 7 su 6 (c'è anche una barella) nella Ginecologia Covid del professor Bifulco e infine 3 posti su 4 nell'area Covid pediatrica diretta da Alfredo Guarino. Una paziente, infine, in rianimazione. Con le ultime due dimissioni è stato invece svuotato il reparto da 12 posti Covid dell'unità di Malattia infettive della Vanvitelli. In provincia, sul territorio della Asl Napoli 2 Nord, sono 22 su 24 i pazienti ricoverati nel Covid center dell'ospedale di Pozzuoli mentre a Frattamaggiore e Giugliano ci sono rispettivamente 6 posti di Osservazione in cui giungono per ora sporadici casi. Più sostenuti gli accessi a Ischia dove ci sono 6 i ricoverati no vax. Infine Boscotrecase, punto di riferimento della Asl Napoli 3 Sud è quasi saturo.
 

Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 09:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA