Raganello, l'urlo dei familiari:
«Da un anno aspettiamo giustizia»

Mercoledì 21 Agosto 2019 di Francesca Mari
Una messa con rito ortodosso e una fiaccolata in cui si sono stretti in un abbraccio di dolore e ricordo i sopravvissuti e i familiari delle dieci vittime della strage del Pollino. Ieri a Civita, in provincia di Cosenza e territorio del Parco nazionale del Pollino, la commemorazione della tragedia del 20 agosto del 2018 quando 44 escursionisti provenienti da diverse parti d'Italia, usciti per rafting nelle Gole del Raganello, furono travolti dall'esondazione del torrente omonimo che costò la vita a dieci persone. Un inferno di fango e detriti travolse, improvvisamente, i turisti in quella giornata di maltempo in cui fu ignorata l'allerta meteo, responsabilità per cui, secondo le indagini successive, sono indagate 14 persone tra amministratori locali e responsabili turistici.
 
La furia del torrente spezzò la vita a tre campani, Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo, marito e moglie di 40 e 43anni di Qualiano e Immacolata Marrazzo, 43enne di Torre del Greco. Ieri a Civita, alla cerimonia voluta dal neo «Comitato Familiari Vittime del Raganello» presieduto da Teresa Santopaolo - sorella di Antonio, vittima di Qualiano - è stata celebrata alle 18 una messa in suffragio a cui hanno preso parte autorità civili, religiose e militari, oltre che tutti i familiari. «Dopo un anno di silenzio ha detto Rosanna Santopaolo, sorella di Antonio e tra i fondatori del Comitato che ci è servito per supportare chi è sopravvissuto alla terribile tragedia, come i bambini figli delle vittime, noi familiari ci rialziamo per chiedere giustizia a gran voce. Vogliamo che sia fatta chiarezza su ciò che è successo, ci mancano dei tasselli. E poi, dopo un anno in cui è calato il silenzio su questa tragedia a livello mediatico, noi vogliamo che la memoria dei nostri cari resti viva e non cada nell'oblio». Dopo la messa è partita una fiaccolata fino al Belvedere. Presenti, oltre al sindaco di Civita, Alessandro Tocci, anche alcuni sindaci del napoletano come Giovanni Palomba, primo cittadino di Torre del Greco e Raffaele De Leonardis, sindaco di Qualiano.
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