Ragazzo napoletano in coma etilico a 15 anni, i suoi amici sono fuggiti

Lunedì 11 Settembre 2017 di Giuseppe Crimaldi
Ragazzo napoletano in coma etilico a 15 anni, i suoi amici sono fuggiti
Lo sballo del sabato sera corre sempre più sul filo di un rasoio. Su quella lama invisibile - sempre affilatissima - trasformata in uno scivolo che porta verso il nulla e che centinaia e centinaia di minorenni continuano a scambiare per divertimento. È successo ancora: sabato sera un adolescente è stato salvato dopo essersi sentito male entrando in coma. Coma etilico: provocato cioè dall'assunzione di una robusta dose di superalcolici. Vedi alla voce: serate pazze.

I fatti. Poco prima della mezzanotte tra sabato e domenica al 113 arriva una telefonata. Qualcuno che abita in zona, non riuscendo a prender sonno per le urla e la musica altissima sparata da alcuni altoparlanti, denuncia agli operatori della Questura gli schiamazzi di un gruppo di giovanissimi. Chi frequenta la zona tra il Vomero e l'Arenella sa bene di cosa parliamo: bivacchi di ragazzini che si prolungano fino all'alba.

Si rivelerà miracolosa quella segnalazione all'Ufficio prevenzione generale di via Medina. Perché poco dopo sul posto arriva una Volante del commissariato Vomero. Il sopraggiungere della pattuglia crea il fuggi fuggi generale: una decina di ragazzini presenti scappa, forse tra loro c'è anche chi ha addosso una stecchetta di hashish o una busta di «erba». Fatto sta che quando i poliziotti arrivano al centro dei giardinetti di piazza Medaglie d'Oro, in quel cerchio di verde a soli pochi metri dai marmi che ricordano il sacrificio di Silvia Ruotolo (vittima innocente della camorra), emerge in tutta la sua gravità la situazione. I poliziotti individuano subito un adolescente - ha soltanto 15 anni appena compiuti ed è residente alla Toscanella, quartiere Chiaiano - che barcolla. Si vede subito che sta male.
Gli uomini della Volante lo caricano in macchina per portarlo negli uffici del commissariato, dove avrebbe dovuto essere identificato anche per poter avvisare immediatamente i genitori. Ma in quell'auto il ragazzino ha un collasso. Perde i sensi e, così, gli agenti invertono il senso di marcia e lo accompagnano all'ospedale «Santobono».
Qui viene ricoverato, e i sanitari confermano la diagnosi: coma etilico. Ma le sue condizioni appaiono serie, e dunque si rende necessario il trasferimento al Cardarelli. Con il passare delle ore si scoprirà che - fortunatamente - è fuori pericolo. Ma la analisi parlano chiaro: nel sangue del 15enne c'era un tasso alcolemico altissimo: superiore al quattro, e cioè capace di determinare intossicazione epatica, problemi respiratori, sensazione di soffocamento con conseguente battito cardiaco rallentato, possibile coma e morte per arresto cardiaco. Il 15enne resta in prognosi riservata, ma se la caverà. Ora al suo capezzale c'è ad assisterlo la mamma.

Indagini in corso. Dietro drammi come quello di piazza Medaglie d'Oro si nasconde un fenomeno antico e più volte denunciato: la vendita e la somministrazione di alcolici e superalcolici ai minorenni. Esercenti di bar e pub non sono tutti uguali: c'è chi - consapevolmente - rimanda indietro i ragazzini che vogliono bere o acquistare bottiglie ad alta gradazione alcolica e chi, invece, chiude non solo uno, ma tutti e due gli occhi. Per non parlare dei «pony express», i nuovi corrieri della droga che fanno la spola partendo dalle piazze dello spaccio per poi raggiungere (anche più volte in una stessa serata) i luoghi della movida più frequentati dai giovani. E adesso è importante capire chi e come abbia potuto vendere a un gruppo di minorenni liquori. E, forse, anche droga.
 
Ultimo aggiornamento: 11:58