Riapertura scuole a Napoli: niente bagni alle materne, 500 bambini restano a casa

Domenica 27 Settembre 2020 di Valerio Esca

Un inizio anno burrascoso per le scuole materne e gli asili nido comunali. Dopo la mancata apertura di giovedì (solo 5 istituti su 120 hanno riaperto i battenti), a causa della protesta delle maestre «per rivendicare l'apertura delle scuole in sicurezza», venerdì è arrivata la nota della dirigente del Servizio gestione attività territoriali della sesta Municipalità (Barra-San Giovanni a Teduccio-Ponticelli) attraverso la quale ha comunicato «la temporanea sospensione della didattica per le scuole materne e gli asili nido» di Napoli Est. Cinquecento bambini circa dovranno restare a casa fino a quando non saranno terminate le operazioni di ripristino dei servizi in ben undici istituti, otto materne e tre asili nido: Bertelli, Novaro, Scialoja, il Laghetto, Fucini, Lotto Zero, Maranda, Perasso (materne); Musone, Malaparte, Callas (nidi).

LEGGI ANCHE Buco supplenti: in 14 giorni persi milioni di ore

Il motivo della sospensione dell'attività didattica la dirigente Blasio lo mette nero su bianco: «Si comunica che, per impossibilità oggettiva dovuta al malfunzionamento dei servizi igienico-sanitari, nelle condizioni attuali non è possibile garantire le attività didattiche nelle seguenti scuole della sesta Municipalità». E ancora: «Pertanto, si avvisa il personale scolastico, che l'attività didattica presso le suddette scuole sarà temporaneamente sospesa, nelle more della realizzazione dei necessari interventi atti a ripristinare le funzionalità dei predetti servizi igienico-sanitari. Sarà cura del personale amministrativo di queste scuole dare comunicazione immediata all'utenza interessata». Una situazione che fa il paio con un'altra emergenza messa sotto la lente di ingrandimento dai sindacati Csa e Uil, inizialmente anche da Cisl e Cgil, relativa alla gestione dei protocolli per il contenimento del Covid-19. Franca Pinto, segretario provinciale del Csa e Annibale De Bisogno segretario regionale Uil fp, evidenziano: «Alla protesta del personale scolastico comunale, il sindaco ha ritenuto banalizzare il tutto collegandolo ad un episodio da campagna elettorale. Una vera offesa per lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali, impegnate ad evitare la chiusura delle scuole a causa delle inefficienze dell'amministrazione. La prova della realtà dei fatti, sta nella presa di coscienza di qualche direttore di Municipalità, che ha ben compreso la gravità della situazione. Difatti, la direttrice sesta Municipalità ha chiuso le scuole per carenze dei bagni. Lo stesso prefetto ha chiesto che l'amministrazione dia per iscritto assicurazioni in materia di prevenzione Covid 19. Da domani, verificheremo se le scuole aperte hanno le condizioni di sicurezza. Caso contrario produrremo singole denunce all'ispettorato del Lavoro».
 

Video

Rispetto ai container, come soluzione d'emergenza da utilizzare per le scuole, l'assessore all'Istruzione del Comune, Annamaria Palmieri, spiega: «L'avviso bandito dal Ministero dell'istruzione e rivolto ai Comuni perché affittassero immobili o strutture abitative modulari temporanee (non container) per le scuole, risale allo scorso 19 agosto e il Comune vi ha risposto solo dopo aver consultato tutti i dirigenti scolastici nelle conferenze di servizio del 24 e 25 agosto e raccolto le loro richieste e il loro interesse. Pertanto nulla è in campo di emergenziale e improvvisato, ma siamo di fronte ad una richiesta che il ministero ha fatto ai Comuni di tutta Italia, ovvero quella di mettere in campo anche queste misure, a fronte di finanziamento che per Napoli assomma tra fitti e strutture modulari ad 1 milione e 400.000 euro. Ovviamente il Comune impegna e impegnerà il budget che gli è stato assegnato solo se le soluzioni (locazioni di immobili o moduli) saranno compatibili urbanisticamente, idonee e praticabili in relazione alle misure di sicurezza e soprattutto condivise dalla comunità scolastica tutta». Intanto dalla prima Municipalità, il presidente Francesco de Giovanni fa sapere: «Lunedì 28 settembre riaprirà i battenti l'asilo Poerio. Il 1 ottobre tutte le altre scuole comunali della Municipalità, mentre la scuola Palermo riaprirà il 5 ottobre. Per quest'ultima sono stati necessari complessi lavori di adeguamento alle norme antisismiche e, proprio per questo, l'apertura è slittata seppur di pochi giorni». Al Vomero invece, alla scuola Quarati, sezione elettorale dove vota il sindaco de Magistris, dopo il nubifragio, i genitori, nella tarda mattinata di ieri, hanno ricevuto sulla chat dell'istituto la comunicazione del rinvio dell'inizio dell'anno scolastico, a data da destinarsi. La dirigente Marina Esposito, con un avviso pubblicato anche sul sito della scuola, spiega ai genitori che ci sono stati danni per il maltempo che richiedono dei lavori straordinari e di aver informato l'autorità competente in materia. Riaprono invece la Falcone per l'infanzia (fanno parte sempre dello stesso circolo didattico) e la Belvedere per la primaria. 

Ultimo aggiornamento: 15:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA