Rifiuti a peso d’oro in Campania,
ma la gara va deserta

Rifiuti a peso d’oro in Campania, ma la gara va deserta
di Daniela De Crescenzo
Giovedì 31 Gennaio 2019, 10:00 - Ultimo agg. 11:42
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Giornata nera sul fronte dei rifiuti. Duecento euro a tonnellata non sono bastati a convincere le aziende a smaltire la spazzatura campana e sono andate per la seconda volta deserte le gare organizzate dalla Regione per liberare gli impianti di tritovagliatura, i cosiddetti Stir. In totale alle ditte sarebbero andati 40 milioni provenienti da Palazzo Santa Lucia e dalle società provinciali, ma non sono bastati. In mattinata, poi, il presidente dell’Authority anticorruzione ha presentato una relazione alla commissione parlamentare che indaga sulle ecomafie in cui si sottolineano importanti criticità presenti in molte regioni. Per la Campania Raffaele Cantone evidenzia tra l’altro che nei lavori di rimozione delle balle (di cui all’Anac non sono stati resi noti i quantitativi realmente smaltiti) su impulso del nucleo anticorruzione della Guardia di Finanza la Regione ha registrato la presenza di subappaltatori (Fontana service Srl, per i lotti 5 e 6) colpiti da un provvedimento interdittivo antimafia e ha quindi obbligato le società appaltatrici ( B.M service e Vibeco) a interrompere i contratti. Una segnalazione importante visto che la Fontana ha fatto parte anche del consorzio Cite finito al centro di una recentissima inchiesta della magistratura. In crisi, e contemporaneamente sotto osservazione, è il sistema del trasferimento dei rifiuti sul quale si è basato per molti anni il fragile equilibrio campano. 

I NODI
Gli impianti, e non solo quelli campani, sono zeppi di spazzatura e i prezzi per trasportare e smaltire i sacchetti continuano a salire. Nella precedente gara la Regione aveva messo a base d’asta 178 euro a tonnellata, salendo poi con il secondo bando a 200 euro, ma tutto è stato inutile. Adesso lo staff di Fulvio Bonavitacola sta studiando soluzioni alternative: da nuovi bandi a trattativa diretta al possibile utilizzo della frazione umida stabilizzata. Nei prossimi giorni Palazzo Santa Lucia deciderà comunque la strada da seguire per liberare i tritovagliatori dai rifiuti che li ingombrano e avviare così la realizzazione degli impianti di compostaggio che dovrebbero aiutare a smaltire in regione i rifiuti.

 

LE OSSERVAZIONI
Ma le difficoltà per raggiungere una gestione corretta, lo ha evidenziato Cantone nella sua relazione alla commissione ecomafie, non sono poche. 
Oltre a quella segnalata a proposito delle balle, l’Anac ha svolto almeno altre tre importanti istruttorie. 
La prima si è incentrata sul continuo ricorso da parte di molti comuni al sistema delle proroghe negli appalti che ha alimentato secondo Cantone «un vero e proprio circolo vizioso che ha assunto la fisionomia di un assetto frammentario, incoerente e di tenore emergenziale, improntato esclusivamente alla necessità di garantire senza soluzione di continuità l’erogazione del servizio pubblico, la cui interruzione rischierebbe di provocare danni gravissimi e irreparabili alle collettività». La seconda ha puntato sul servizio di gestione dell’impianto per il trattamento dei rifiuti organici di Salerno da parte di Daneco Impianti spa e sul servizio di raccolta differenziata dei rifiuti con particolare riguardo alla gestione della società in house Salerno Pulita Spa, determinando la revoca dell’appalto. Dell’attività di vigilanza è stata informata l’autorità giudiziaria competente sia in sede penale che erariale. La terza istruttoria ha riguardato invece l’appalto per la raccolta dell’amianto nel Comune di Napoli. 
Anche in questo caso si è arrivati alla revoca dell’appalto entrato nel mirino dell’Anac e alla gestione diretta del servizio da parte dell’Asìa. Soluzione che non convince del tutto l’Authority visto che «l’affidamento in house alla Asìa Napoli presenta caratteri di eccezionalità, essendo stato disposto, ancora una volta, per “supplire” ad una situazione di carenza (annullamento della precedente gara)… e in ragione del fatto che, nonostante la presenza di tale affidamento, il servizio continua ad essere in concreto espletato in via emergenziale da uno o più soggetti diversi da quello formalmente individuato, soggetti sui quali il Comune non ha fornito indicazioni, né nominativi, né documentazione». Sono dunque in corso nuovi accertamenti.
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