Ristrutturazione Carrefour, paga solo
la Campania: allarme del sindacato

Sabato 2 Ottobre 2021
Ristrutturazione Carrefour, paga solo la Campania: allarme del sindacato

 «Non è un piano di rilancio ma una ristrutturazione pesantissima, una ritirata strategica con un impatto sul lavoro davvero preoccupante che porterà ad un conto salatissimo sul fronte occupazionale. Un piano unidimensionale che mira solo ai tagli e declinista perché volto a liberarsi di una parte consistente della rete di vendita senza nessuna prospettiva di rilancio per gli asset». È Vincenzo Dell'Orefice, segretario generale aggiunto della Fisascat-Cisl, a ribadire il no del sindacato, il giorno dopo la presentazione da parte di Carrefour Italia del piano d'azione aziendale 2022, ad un riassetto che tra razionalizzazione della rete di vendita e la cessione di circa 106 negozi, presenterà al Paese un conto occupazionale salatissimo: circa 800 il minimo di esuberi computati che potrebbero arrivare facilmente a 2mila calcolando quanti si perderanno lungo la strada della trasformazione in franchising dei negozi.

«Appare perciò scontata e inevitabile la decisione di chiamare allo sciopero i lavoratori se nel prossimo incontro l'azienda dovesse difendere strenuamente il piano o se si dovesse ripresentare al tavolo con una soluzione preconfezionata, un semplice prendere o lasciare», annuncia Dell'Orefice rinviando comunque la decisione all'organismo unitario che con Filcams Cgil e UilTucs Uil dovrà a breve prendere una decisione. «Non sarà una vertenza facile, nessuno si illuda anche se non sarà incluso nei negozi da chiudere», continua. Ma a preoccupare e ad aggravare la situazione è anche il fatto che il piano, denuncia ancora il sindacato, «formalizza l'abbandono da parte di Carrefour della Regione Campania e la scelta di affidare la presenza del gruppo nel Mezzogiorno soltanto attraverso la rete di franchising».

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