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Tensione al flash mob contro i roghi tossici: nomadi lanciano oggetti ai manifestanti

Sabato 25 Giugno 2022 di Elena Petruccelli
Tensione al flash mob contro i roghi tossici: nomadi lanciano oggetti ai manifestanti

Caivano. Si sono vissuti momenti di tensione al flash mob ‘Basta Roghi Tossici’. L’appuntamento è stato lanciato sulle pagine social dei comitati ambientalisti per le 15 nello spazio antistante l’insediamento nomadi in via Cinquevie.

Un appello di Volontari Antiroghi Acerra, Mamme di Miriam e associazioni del territorio per sensibilizzare sulla problematica che da anni sembra non trovare una soluzione. Roghi prevedibili, in punti già tante volte segnalati, e allora la domanda comune ai presenti: perché non si riesce ad evitare? Perché ogni estate si deve essere testimoni di maxi roghi di rifiuti? Sono pochi i partecipanti al flash mob, alcune mamme, due consiglieri comunali e la vicesindaco Maria Pina Bervicato, giornalisti e c’è anche una pattuglia dei carabinieri. 

Seguono attimi di esasperazione, dovuti a un problema purtroppo annoso di cui non si vede la soluzione, tra un attivista del comitato Stop Biocidio Caivano e i rappresentanti delle istituzioni locali, e probabilmente proprio attirati dai toni alti e dalle discussioni accese, ad un certo punto alcuni residenti del campo nomadi, dopo avere assistito in silenzio reagiscono tirando addosso ai presenti tutto quello che riuscivano a trovare a portata di mano, oggetti piccoli, fino a manici di scopa, addirittura un monopattino.

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I manifestanti sono costretti ad allontanarsi, e quello che doveva essere un’occasione pacifica di confronto tra cittadini per tentare di trovare una soluzione comune, si vanifica in pochi secondi. Commenta Vincenzo Petrella: ‘Un flash mob per discutere del problema roghi, doveva essere un momento sereno di confronto per sensibilizzare le istituzioni. Nessuno ha mai incolpato i rom e comunque, alla fine, dopo i momenti di tensione, abbiamo chiarito con i residenti del campo’.

Commenta la giovanissima vicesindaco, ventisettenne, Maria Pina Bervicato: «Abbiamo voluto essere presenti, a prescindere dal ruolo istituzionale, ma con tutto il senso di responsabilità verso il territorio per il ruolo che rivestiamo. Noi ci siamo e siamo disposti a portare la questione non solo a Roma, siamo pronti anche a portarla al Parlamento Europeo, ma sicuramente è una situazione che va affrontata con la collaborazione di tutti, non solo delle associazioni, ma anche dei sindaci dell’area coinvolta dai roghi. Sicuramente registriamo delle non volontà, o meglio dobbiamo fare i conti con volontà che vengono meno. La non volontà di posizionare la videosorveglianza nei punti dove abitualmente vengono appiccati i roghi, la non volontà di iniziare un percorso di inserimento sociale dei residenti del campo nomadi. E’ chiaro che è un percorso lungo che deve essere affrontato insieme. Noi ci siamo e siamo pronti a fare tutto quello che c’è da fare».

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