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Rom a Giugliano, vertice in prefettura dopo le accuse di Pirozzi

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Maria Rosaria Ferrara
Rom a Giugliano, vertice in prefettura dopo le accuse di Pirozzi

«Entro una settimana sarà convocato un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica sulle emergenze rom e roghi che attanagliano Giugliano». È quanto comunica il sindaco Nicola Pirozzi al termine di un tavolo che si è tenuto ieri in Prefettura sulle due emergenze della terza città della Campania. All'incontro hanno preso parte il prefetto di Napoli Claudio Palomba, il prefetto Romano che guida la cabina di regia sulla Terra dei fuochi, il direttore generale dell'Asl Napoli 2 Nord, Antonio D'Amore, l'assessore regionale Mario Morcone, il sindaco di Giugliano Pirozzi, il delegato della Città metropolitana per la Terra dei fuochi Salvatore Flocco, e i vertici delle forze dell'ordine. Il tavolo era stato convocato dopo l'atto d'accusa del primo cittadino di Giugliano che invocava lo sgombero dei campi per risolvere l'emergenza roghi tossici in vista dell'estate. Le istituzioni presenti hanno dunque stabilito la convocazione del comitato a stretto giro per «mettere sul tavolo le proposte operative che dovranno essere attuate nell'immediato sul territorio, con Giugliano a fare da epicentro» spiega Pirozzi. Il primo cittadino dice poi che «il prefetto ha ben chiare le idee sulla gravità della situazione e sulla necessità di dare una risposta immediata con l'attuazione di una serie di misure concrete».

La riunione è servita dunque a fissare un nuovo incontro. Ma la soluzione è tutt'altro che di semplice attuazione. Da un lato i Rom, per i quali da decenni non si trova una collocazione alternativa a un campo. Dall'altro i roghi tossici che vengono appiccati, a ridosso dell'insediamento come altrove, a causa dei continui e indiscriminati sversamenti di rifiuti di ogni genere. «Se non smantelliamo i campi ci ritroveremo sempre a raccontare nuovi roghi vivendo da ostaggi nelle nostre case» aveva detto Pirozzi. Che può adesso rivendicare come un successo l'aver ottenuto l'attenzione delle istituzioni sovracomunali, da lui chiamate in causa. Non sono state rese note le proposte che verranno esposte al Comitato ma da più parti vengono invocate due soluzioni: da un lato lo sgombero, che però senza l'alternativa di una collocazione stanziale servirebbe a poco, dall'altro l'impiego massivo di forze dell'ordine che potrebbe risolvere l'emergenza roghi al campo ma non in tutto il resto del territorio visto che parliamo di 92 chilometri quadrati.

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Per la comunità di via Carrafiello lo scorso anno è stato redatto il Progetto Abramo: i fondi stanziati, pari a circa 900mila euro, dovrebbero servire per pagare il canone di locazione di abitazioni che ospiterebbero i Rom per due anni. Poi, grazie al progetto che prevede l'inserimento scolastico e nel mondo del lavoro, le famiglie dovrebbero essere in grado di pagare autonomamente il fitto. Al momento, però, la ricerca delle abitazioni da parte delle associazioni che stanno seguendo Abramo sta riscontrando diverse difficoltà. La comunità di via Carrafiello fu sgomberata nel 2018 da un altro campo abusivo, quello di via Viaticali. Ma gli oltre 400 abitanti dopo lo sgombero forzato si spostarono di qualche centinaio di metri, dove ancora oggi stanziano.
 

Ultimo aggiornamento: 14:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA