Rossana, la professoressa con la sciabola

Lunedì 15 Giugno 2020 di Maria Pirro

Che cos'è la felicità, Rossana? «Una valigia piena. E un posto nuovo». Che potrebbe somigliare a una città descritta da Jean-Claude Izzo sempre a mezza strada tra la tragedia e la luce, che si trasforma, per forza, nell'eco di ciò che ci minaccia. Per tutti, il timore più grande è la malattia senza ritorno.

Per Rossana Pasquino, la professoressa con la sciabola, l'infarto midollare arriva all'età di nove anni: di sé bambina oggi ricorda poco o nulla. La bella estate, ad esempio, assieme alla famiglia e la sensazione della sabbia sotto i piedi, ma alla carrozzina deve adeguarsi presto. Sì, adeguare. «Perché non è con le gambe che si vince o fallisce... Sii il migliore di qualsiasi cosa tu sia...», il verbo reso moto a luogo. E lei corre, arde di senso e brucia le tappe: a 22 anni si laurea con lode, consegue il dottorato. Oggi è associato di Principi di ingegneria chimica alla Federico II. Ha migliaia di slide all'attivo preparate per i suoi studenti solo durante l'emergenza Coronavirus: «È stato un periodo lavorativo faticoso e intenso», racconta Pasquino, perché sì, conviene dirlo subito. La sua storia non è una favola. Non ha principi azzurri («E neanche un fidanzato, al momento, dopo una convivenza finita da un po'») o matrigne o fatine con la bacchetta magica. Tutto è il risultato di una gran fatica: come il traguardo di docente universitaria, ad appena 37 anni, e le medaglie conquistate alle Paraolimpiadi.

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«La mia folle, doppia vita», ride, raccontando la passione che l'ha resa famosa nel mondo. «Scoperta qualche anno fa, per caso, grazie a un'amica». Determinazione e carattere fanno il resto, perché è proprio lì si gioca tutto, nella realtà, che diventa obiettivo e quindi sogno. Sogno a occhi aperti. Campionessa italiana in carica sia di spada sia di sciabola, categoria B. Bronzo nella Coppa del mondo per la sciabola individuale, categoria B, febbraio 2020 a Eger in Ungheria. Bronzo mondiale in sciabola individuale, categoria B, in Corea 2019. Oro nella Coppa del mondo, sciabola individuale, categoria B ad Amsterdam, nel novembre 2019. Argento a squadre di sciabola agli Europei di Terni, nel 2018. Argento a squadre di sciabola ai Mondiali di Roma l'anno precedente, il 2017. Rossana va forte, verso il largo, sicura: «Anche delle competizioni e degli assalti, non ricordo niente».

Ma, facendo sport, sente di nuovo il suo corpo, oltre la mente. Non c'è più dolore o paura. Ora le gare sono però annullate, a causa dell'emergenza Coronavirus. «Si può capire la libertà, quando viene meno», sostiene con il sorriso, incorniciato dai capelli ordinati e gli orecchini; pendenti ogni volta diversi. Un segno. Lei sa cosa significa essere indipendente. «Abito da sola praticamente da sempre», afferma, riassumendo la sua esperienza da fuorisede per seguire le lezioni in Ateneo: «Ed è stato così anche durante il lockdown, sono rimasta nella mia casa a Fuorigrotta, e ho continuato ad allenarmi, per quanto possibile». Cinquanta giorni esatti di isolamento. Poi, la visita ai genitori, a Benevento, raggiunti da sola a bordo della sua auto speciale. «La prima uscita è stata invece al parco Virgiliano, per vedere il tramonto». Fuori dunque dall'ora più buia. È linea sottile, l'orizzonte oltre Napoli. Il limite superato perché Rossana sa lottare.

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