Napoli, lo scandalo del murales di San Gennaro Superman: inaugurato e rubato nel giro di 12 ore

Giovedì 26 Settembre 2019 di Gennaro Morra
San Gennaro Superman, murales di Luca Carnevale
È durato poco più di 12 ore il murales raffigurante San Gennaro travestito da Superman, che l’artista Luca Carnevale aveva regalato alla città. Si ratta di un dipinto su carta che ieri sera era stato attaccato a un muro di vico dei Maiorani, proprio di fronte al complesso dei Gerolomini in via Duomo, ma questa mattina qualcuno ha pensato bene di staccarlo e portarselo via. L’opera era stata realizzata da Carnevale per assolvere l’obbligo che hanno gli street artist che vengono insigniti del premio San Gennaro, la manifestazione ideata e diretta da Gianni Simioli e prodotta dalla Jesce Sole, che quest’anno celebrerà la sua VI edizione.
 
 
«Il regolamento dice che chi è premiato nella sezione arte deve donare una sua opera alla città – spiega l’artista 46enne –. Così ho pensato di dipingere San Gennaro con il costume di Superman addosso e in mano un pc portatile, dove il miracolo è in fase di caricamento». Il patrono della città in una versione da supereroe che i napoletani si son potuti godere solo per poche ore: «Il murales l’abbiamo attaccato ieri sera verso le 22 e oggi, in tarda mattinata, mi hanno telefonato per dirmi che non c’era più – racconta Carnevale –. Una ragazza mi ha detto che era andata sul posto per fotografalo, si è allontanata per fare colazione e quando è tornata non l’ha più trovato. Un lavoro pulito e rapido, favorito dalla carta che ho usato, molto spessa, e dall’umidità che non ha permesso alla colla di attecchire bene». Poi annuncia che probabilmente la sua creazione tornerà presto su quel muro: «I commercianti della zona hanno detto che vogliono metterlo di nuovo, vedremo se sarà possibile o meno rifarlo».
 
Intanto, Luca Carnevale riceverà il suo premio San Gennaro domani sera, durante la kermesse che si terrà dalle ore 21 davanti al sagrato del Duomo di Napoli, per il progetto “Humanhero”: «È un progetto che nasce dall’amore per Napoli, per le sue tradizioni e la sua cultura, e dall’amore per i tanti artisti che rappresentano tutto questo – spiega –. Basti pensare ai protagonisti del teatro della commedia napoletana, del cinema, della letteratura, della canzone, delle arti figurative e dell’artigianato partenopeo. Per noi napoletani questi sono dei veri e propri eroi, che per le emozioni e le gioie, a volte anche per la salvezza, che ci hanno donato, non hanno nulla da invidiare a quelli americani. Per questo i nostri beniamini vengono raffigurati come veri e propri supereroi, sdrammatizzandone la figura epica, e lasciando prevalere lo status di umano su quello di super, rendendoli cosi tutti degli “Humanhero”».
 
Così nei mesi scorsi, in diversi quartieri del centro storico, Carnevale ha installato dei suoi dipinti che raffigurano personaggi napoletani travestiti da supereroi: si va da Totò Superman a Troisi Uomo Ragno, passando da Titina De Filippo, nei panni di una dei Fantastici 4, e Sophia Loren Wonderwoman. E c’è anche un Giancarlo Siani in versione Batman sulla sua Batmobile. Una galleria di “supereroi umani” che hanno contribuito a rendere Napoli una città speciale, anche se poi nei suoi vicoli può capitare che sparisca anche il ritratto del suo santo patrono. Ultimo aggiornamento: 21:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA