Castellammare. «Ho parlato con le vittime delle rapine e lo rifarei. Ma c'è un motivo»

Sabato 12 Marzo 2016 di Dario Sautto
Castellammare. «Ho parlato con le vittime delle rapine e lo rifarei. Ma c'è un motivo»

Castellammare di Stabia. «Sì, ho chiesto alle tre vittime se erano sicure e certe che a rapinarle fosse stato proprio Giuseppe. E lo rifarei, perché la mia è una missione pastorale, di certo non volevo condizionare il processo». Don Vincenzo Sansone ha 76 anni ed è un prete di frontiera: la sua chiesa, dedicata a Santa Maria Goretti, si trova in via Fontanelle, nella periferia di Castellammare di Stabia, al confine con Pompei. 
«In tanti si rivolgono a me, anche da altre parrocchie» dice don Vincenzo, che spesso nelle sue omelie attacca lo spaccio di droga, l'usura, la camorra, «problemi che rovinano le famiglie». 

Sulla questione del giovane rapinatore e dei suoi contatti con le vittime che l'avevano riconosciuto, ecco la versione del parroco stabiese: «Ho solo raccolto la richiesta d'aiuto della sorella di Giuseppe – spiega don Vincenzo, raggiunto telefonicamente – perché lui ha sempre negato di aver commesso quelle rapine e i familiari erano sicuri che fosse innocente. Per quanto mi riguarda, so che è un bravo ragazzo, anche se ha commesso qualche errore. Se è colpevole, poi, è giusto che paghi. Ma, per quanto mi riguarda, sarebbe meglio commutare la pena in servizi sociali, a lui come agli altri giovanissimi detenuti, perché in carcere si marcisce soltanto». 

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