San Gennaro ispira i bambini della Sanità: i ragazzi firmano le etichette della birra Natavota

di Paola Marano

La sagoma San Gennaro raffigurato attraverso uno scheletro, nel corpo di una medusa, o con una mitra  così atipica da essere immaginata come la carta che avvolge i plumcake. Sono solo alcune delle suggestioni sprigionate dalla fantasia dei ragazzi del laboratorio artistico Magnà-gli ingredienti giusti – realizzato ogni martedì pomeriggio dell’associazione  La Casa dei Cristallini del Rione Sanità, nata nel 2002 per offrire accoglienza pomeridiana e attività formative e ricreative a circa 50  bambini e ragazzi tra i 6 e i 15 anni.
 


I piccoli artisti in erba si sono cimentati nella realizzazione di nove etichette della birra Natavota, la bionda lager artigianale profotta da Kbirr microbirrificio napoletano, che ha deciso di sposare la creatività dei bambini della Sanità, confermando il suo impegno per il sociale e la sua volontà di sostenere e dare voce all’arte sul territorio nelle sue più svariate forme. Dalla fantasia dei bambini sono nate libere interpretazioni di San Gennaro, il santo Patrono dei napoletani a cui Kbirr ha dedicato la sua prima birra: Natavota, che in gergo significa un’altra volta in riferimento al miracolo del sangue che si ripete ogni volta.
 
«Ci sarà una tiratura limitata di 2000 bottiglie e tutto il ricavato andrà alla Casa de Cristallini – spiega Fabio Ditto, fondatore e manager di Kbirr – al di là dello scopo benefico, volevamo con questa operazione portare a conoscenza del grande pubblico l’esistenza di questa associazione, che prende i ragazzi della Sanità dalla strada e non li lascia al proprio destino, avviandoli anche verso una educazione alimentare».
 
I bambini hanno utilizzato diversi mezzi espressivi: dalla pittura ad acrilico al collage offrendo un caleidoscopio di immagini che spaziano dal figurativo onirico al concettuale. A seguire i ragazzi nel progetto e nella manualità sono state l’artista Lucia Schettino, e l’art director Ilaria Grimaldi, da sempre alla ricerca di soluzioni grafiche in grado di facilitare la diffusione commerciale del linguaggio espressivo infantile.
 
 «Il laboratorio è  nato grazie a un intervento congiunto di educatori ed artisti – ha spiegato Gina Bonsangue - L’idea è di legare l’esperienza concreta del cibo a qualla creativa per trovare una nuova forma di comunicazione, che passa certo attraverso l’idea di educazione alimentare ma non solo: volevamo che attraverso il cibo i bambini raccontassero qualcosa della propria esperienza culturale».
 
Ideato da Assunta D’Urzo e Mary Cinque, Magnà-gli ingredienti giusti è il laboratorio di disegno alimentare che accompagna i piccoli della Sanità nello studio degli ingredienti stagionali, delle tradizioni  alimentari tipiche della Campania con la guida della giornalista enogastronomica Monica Piscitelli che ha saputo coinvolgere i protagonisti della scena enogastronomica italiana come nel caso di Kbirr.
Venerdì 8 Febbraio 2019, 08:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP