Napoli. San Gennaro, il sangue si scioglie a maggio. Sepe: «I babyboss non sorprendono»

Sabato 6 Maggio 2017 di Marco Perillo

Si è sciolto il sangue di San Gennaro. Si ripete anche quest'anno il cosiddetto «miracolo di primavera». Dopo il mancato prodigio dello scorso 16 dicembre, il patrono ha tentuto col fiato sospeso i fedeli anche in questa ricorrenza che celebra la traslazione delle reliquie dal primo luogo di sepoltura dell'agro Marciano - presso l'attuale via Terracina - alle catacombe di Capodimonte. Solo alle 20.04 è arrivata la buona notizia: nella basilica di Santa Chiara, dove le ampolle col sangue sono giunte in processione dal Duomo come accade ogni sabato che precede la prima domenica di maggio, sono stati sventolati i fazzoletti bianchi da un membro della Deputazione. Segno inequivocabile che "faccia gialla" ha fatto il suo "dovere". Subito dopo, il consueto bacio dei fedeli e le scene di giubilo. 

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Gioia sì, ma anche consapevolezza dei tempi che corrono. Forte e profondo il monito del cardinale Sepe durante l'omelia: «E' delitto grave lasciare che si inaridisca un'intera generazione di giovani senza lavoro o consentire che offerte di lavoro e proposte di arruolamento vengano dalla malavita. E' delitto grave farli studiare, specializzare, farli dottori di ricerca se poi non si offrono loro sbocchi occupazionali e professionali e li si tiene in parcheggio. Non dobbiamo poi sorprenderci se si disgregano le famiglie, se nascono baby gang e baby boss». «Quanti figli di mamma alla ricerca di un domani. Quanti giovani in attesa di un lavoro. Un vero dramma - ha ribadito Sepe - è problema prioritario rispetto a tutti gli altri problemi». «La questione giovanile costituisce la grande sfida di questo nostro tempo, alla quale, tuttavia, si guarda con trepidazione ma anche con timidezza, perché non si hanno risposte da dare, perché non si sanno trovare risposte adeguate» ha affermato il cardinale. «Le statistiche sui giovani disoccupati sono impressionanti e interpellano la coscienza di tutti. Si sta distruggendo un patrimonio, qual è quello dei giovani, che è patrimonio dell'umanità, è il futuro della famiglia umana. Chi restituisce loro la giovinezza perduta? La Chiesa di Napoli non lascerà mai soli i suoi giovani e non si stancherà mai di alzare la voce in loro nome e a loro difesa» ha concluso Sepe. «Metteremo in atto, più di quanto stiamo già facendo tutte le iniziative e gli atti possibili per stendere una reale e concreta rete di incoraggiamento e di aiuto a salvaguardia della loro dignità».

 


​La processione di maggio è detta anche «degli infrascati», per la consuetudine del clero partecipante di proteggersi dal sole coprendosi il capo con corone di fiori. Ne è memoria la corona in argento che sovrasta il tronetto sul quale viene posta la teca con il sangue del Santo, che porta al centro un enorme smeraldo, dono della città, di provenienza centroamericana. Il cardinale si è recato alle 17 nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, all'interno del Duomo, dove è stato accolto dall'abate della cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio, e dai membri della Deputazione di San Gennaro. Qui è stata aperta la cassaforte che custodisce le reliquie del Santo. Sul sagrato del Duomo sono stati disposti i busti argentei dei Santi compatroni. L'avvio della processione è stato preceduto da un breve momento di preghiera guidato dall'arcivescovo. 
 
 

La processione si è snodata nelle strade del centro antico di Napoli, passando per via Duomo e via dei Tribunali, davanti al Pio Monte della Misericordia, in via delle Zite per giungere a Forcella e proseguendo lungo 'Spaccanapoli', via San Biagio dei Librai, piazza San Domenico Maggiore e via Benedetto Croce fino alla Basilica di Santa Chiara. Lungo il percorso i parroci del territorio hanno onorato il santo patrono con l'offerta dell'incenso e il suono delle campane. Il corteo è stato accompagnato dalla Fanfara dei Carabinieri. Nella Basilica di Santa Chiara, alle 18, ha avuto inizio la celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo. Per tutta la settimana, ogni giorno nel Duomo sarà venerata la teca contenente le ampolle del sangue. Alla processione e alla celebrazione prenderanno parte due delegazioni provenienti da due luoghi dove è particolarmente vissuto il culto a San Gennaro. Dalla Russia è arrivata una delegazione di 21 persone della Chiesa Ortodossa, guidata dal vescovo Konstantin Shavel di Sluttsk, cui, nel corso della celebrazione, il cardinale Sepe ha consegnato una reliquia del martire Gennaro, un frammento del cranio. L'altra delegazione proviene, come già negli anni scorsi, da Ascoli Piceno. 

Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 10:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA