Travolti dall'auto impazzita nel Napoletano: Lina, Giacomo e la loro bambina continuano a lottare per la vita

Sabato 11 Luglio 2020 di Francesco Gravetti

La foto su facebook che ritrae insieme Pasqualina Boccia (per tutti Lina) e Giacomo Muoio nel giorno del matrimonio è datata 26 luglio 2019. Si baciano sulla terrazza di un ristorante che affaccia sul mare. Mancano, dunque, un paio di settimane al loro anniversario che, forse, saranno costretti a trascorrere in un letto d’ospedale. Lei sta a Sarno, al Martiri del Villa Malta, lui è al San Leonardo di Castellammare di Stabia. E poi c’è la loro figlia, nata in quella drammatica notte di venerdì, che invece è ricoverata nella terapia intensiva neonatale del Moscati di Avellino. Sono tutti in gravi condizioni.  Una intera famiglia lotta contro la morte dopo il terribile incidente avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì a San Gennaro Vesuviano, in via Ottaviano, quando una Panda guidata da un diciottenne è piombata su Lina, Giacomo e altre quattro persone. Per quello schianto, la sorella di Lina, Natalia Boccia di soli 27 anni, ha perso la vita. Il fidanzato di Natalia, Paolino Trinchese ha invece lasciato l’ospedale insieme a un’altra amica, mentre la sesta persona, un uomo, è stato trasferito al Cardarelli ma non è in pericolo di vita. 

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A lottare restano loro, Lina, Giacomo e la bambina. Perché Lina era al settimo mese di gravidanza e i medici hanno scelto di farla partorire: la donna ha subito il taglio cesareo e, subito dopo, un’altra operazione, la ricomposizione degli arti inferiori. Preoccupa ancora un trauma multiplo al bacino, la frattura del braccio e quella della spalla destra. Eppure ieri è stata estubata e ora respira spontaneamente. Dal punto di vista neurologico non ci sarebbero danni, ma le sue condizioni restano gravi. E grave è la situazione anche per il marito Giacomo, chef in un ristorante del vesuviano, studi all’istituto alberghiero «De’ Medici» di Ottaviano, originario di San Gennarello, frazione di Ottaviano che confina con San Gennaro Vesuviano. Pure la neonata è stata operata, per delle lesioni alla testa conseguenti all’incidente.

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Ma a pochi chilometri da San Gennaro Vesuviano, a Sant’Anastasia, anche il diciottenne che ha investito i sei giovani vive un dramma, seppure con declinazioni molti diverse. Domenico è un bravo ragazzo, figlio di un professionista molto noto della cittadina vesuviana, fresco di diploma al liceo classico. Non ha grilli per la testa e quella notte non aveva bevuto né fumato canne. Non stava consultando il telefonino cellulare, lo hanno accertato i carabinieri che indagano sulla vicenda. Il suo non è stato il gesto sconsiderato di un balordo e per questo, racconta chi è vicino alla famiglia, sta vivendo queste ore macerandosi. Ora è ai domiciliari, ma lunedì verrà interrogato per la convalida. Nello stesso giorno sarà effettuata anche l’autopsia sul corpo di Natalia e le indagini potrebbero subire una svolta.

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Intanto, la procura ha disposto delle perizie sulla Panda per verificare eventuali guasti meccanici. Quella del guasto all’auto, infatti, è una delle ipotesi che gli investigatori considerano per spiegare l’incidente. Un’altra ipotesi è la presenza di un ostacolo improvviso, magari un gatto, che il giovane Domenico non ha saputo gestire, sterzando improvvisamente e perdendo il controllo della vettura. Di certo, la velocità con la quale procedeva era piuttosto sostenuta: dai video degli impianti di sorveglianza di via Ottaviano si vede la Panda dell’adolescente piombare addosso ai sei giovani e poi prendere in pieno una Dacia Sandero (di proprietà di Paolino Trinchese) che viene sbalzata diversi metri più in là. Se un’auto piccola come la Panda riesce a spostare una Dacia parcheggiata vuol dire che è arrivata ad una certa velocità, probabilmente non in frenata. 
Del resto, il diciottenne ha perso il controllo della sua macchina diversi metri prima dell’impatto con Natalia e i suoi amici, forse addirittura una cinquantina di metri prima. Sui giovani la macchina è piombata di lato, con la fiancata del guidatore: è probabile che Domenico abbia provato a raddrizzarla senza riuscirci e ha provocato una strage terribile. Natalia ha fatto un volo che è terminato sulle scale di un negozio vicino, mentre sia Lina che Giacomo sono finiti sotto la Dacia. Gli altri tre sono caduti a terra, ma in due subito si sono rialzati e hanno chiamato i soccorsi. In pochi minuti, in via Ottaviano, sono arrivate decine e decine di persone, nonostante l’ora tarda, attratti dalle urla: «Una scena infernale, sangue ovunque. È stato terribile», commenta un testimone.
 

Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA