Elefante a passeggio in centro,
il sindaco: «Basta animali al circo»

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Ieri sera un elefante, scappato da un circo, è stato visto in via San Giorgio Vecchio a San Giorgio a Cermano. Sul caso interviene il sindaco Giorgio Zinno: «Sono totalmente contrario ai circhi che usano animali, li trovo diseducativi e colpevoli di negare la libertà degli animali per trasformarli in marionette senza dignità. Da tempo il circo Martini aveva fatto richiesta per venire in città ed abbiamo subito negato la possibilità di spettacoli con animali. Ho ricevuto più lettere del loro avvocato e ho sempre risposto che non avrei mai revocato l’ordinanza che vietava l’uso di animali nei circhi del nostro territorio! I responsabili del circo, invece di ricorrere contro l’ordinanza, hanno  accettato le nostre regole e sono state autorizzati allo spettacolo senza animali che, per legge, non possiamo vietare. Gli animali, dunque, non potranno essere utilizzati negli spettacoli o esibiti. Ieri invece, non è stata esercitata la dovuta custodia su un elefante, che è sfuggito al controllo uscendo in strada, mettendo in serio pericolo i cittadini!! Ho già girato alla Polizia Municipale le foto per elevare tutte le sanzioni del caso e in mattinata comunicherò i provvedimenti da prendere. Chiederò anche all’Asl di fare i dovuti controlli e ho disposto alla Polizia Municipale di controllare ogni spettacolo, affinché non siano utilizzati animali e chiedo ai cittadini di segnalare eventuali abusi. Gli animali devono vivere nei loro habitat e fatti del genere ci ricordano che quando violiamo la loro libertà prima o poi se la riprendono!».
Venerdì 1 Febbraio 2019, 15:50 - Ultimo aggiornamento: 01-02-2019 15:59
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2019-02-01 18:35:15
Sottili anelli di fumo salgono come in una scala a chiocciola dal sigaro di Evaristo, il quale si dondola su un ramo fingendo di leggere la sua rivista Penne Variopinte Volano Alto. Sono giorni che Evaristo è tormentato dalla visione di Ariosta a bagno, le cui tonde deliziose forme hanno sconvolto il giovane avventuroso Pappagallo, preso e avvinto in delizie di torbide fantasie. La prima orchidea gialla e verde si posò sull'acqua, senza essere notata, tra le zampotte di Ariosta, l'Elefantessa vanitosa. Seduta sull'acqua bassa a riva, Ariosta continuò a strofinarsi la pelle con una pietra liscia. Dio mio, che pelle rugosa ho stamattina, pensò l'Elefantessa, deve essere l'umidità del Lago. La seconda orchidea nera e rossa fece una spirale attorno alla proboscide di Ariosta e si dondolò, appena notata, accanto alla prima orchidea. Quasi quasi provo a farmi una doccia di fango, questa pietra liscia serve a niente, pensò ancora tra se l’Elefantessa. (L'Elefantessa Vanitosa)

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