San Giorgio, auto distrutta dalle fiamme diventa ricettacolo di rifiuti

di Francesco De Sio

Nella notte fra domenica 4 e lunedì 5 agosto un'automobile è stata dilaniata da un rogo in via Galante, al confine tra San Giorgio a Cremano e Portici. Solo dopo aver domato le fiamme ed essersi accertati che le stesse non avessero arrecato danni a macchine o abitazioni limitrofe, i vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno appurato la natura dolosa dell'incendio. A quasi dieci giorni di distanza, tuttavia, la carcassa del veicolo giace ancora nella medesima posizione di quella sera, sul bordo della carreggiata. Ciò che più sorprende è però l'utilizzo che gli incivili di zona ne hanno fatto, trasformando ciò che rimane dell'abitacolo in una sorta di cassonetto dell'immondizia.

Sacchetti di ogni sorta, spazzatura indifferenziata e addirittura lattine e cartoni vari hanno trasformato il relitto dell'automobile incendiata in un piccolo riflesso dell'incuria in cui versano in questi mesi alcune aree periferiche della cittadina di Troisi. I carabinieri di San Giorgio, a cui sono state affidate le indagini del caso, hanno specificato di non aver ricevuto denuncia dell'accaduto da parte del proprietario della macchina, unico incaricato della rimozione. Tutto fermo anche in ambito comunale, con l'assessore all'Ambiente Ciro Sarno, attualmente in ferie, che solo in queste ore ha preso visione della situazione: «Non ero a conoscenza dei fatti in quanto assente - ha spiegato -, sarà tuttavia mia cura informarmi della situazione per fornire una pronta risposta alla criticità emersa».

Gli stessi residenti della via al confine con Portici non hanno mancato di inoltrare segnalazioni agli organi competenti affinché venisse disposta la rimozione del veicolo-bidone. «Con questo caldo - afferma un cittadino - non è il massimo conservare una piccola discarica a cielo aperto un'automobile distrutta, già di per sé pericolosa. Ovviamente nel periodo agostano tutte è anche normale che qualche operazione possa procedere a rilento, ma non la città non può offrire questo quadro di degrado per così tanto tempo. Al di là delle precise responsabilità dei privati, l'Ente deve fare qualcosa».
Mercoledì 14 Agosto 2019, 18:43
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