Napoli, svolta San Paolo, via la pista
per le Universiadi

Mercoledì 23 Novembre 2016 di Gianluca Agata
Napoli, svolta San Paolo, via la pista per le Universiadi

Universiadi di atletica al Collana, stadio San Paolo senza pista. Con la prossima consegna delle chiavi alla Regione, proprietaria dell'impianto, sembrava che la lunga vicenda legata allo stadio vomerese avesse trovato conclusione. Ed invece il colpo di teatro arriva da Giovanni Malagò, il presidente del Coni che spariglia il tavolo e riapre la questione. Ieri mattina lunga telefonata con Aurelio De Laurentiis mentre raggiungeva Napoli per la riunione di Giunta. Poi l'idea esposta al sindaco Luigi de Magistris incontrato sul portone di Castel dell'Ovo. Oggi al San Paolo, a due giorni dall'annuncio del restyling dell'impianto, il patron e il sindaco si incontreranno al San Paolo: parleranno probabilmente anche del progetto finanziato dal Credito sportivo. L'atletica in uno stadio da cinquantamila posti, il pensiero di Malagò, rischia di non essere un bello spettacolo. Ed allora l'intuizione. «Perché non portare le gare in uno stadio per sua cultura multidisciplinare e togliere la pista dal San Paolo?».

Apparentemente tutti d'accordo. «A parole - continua Malagò al temine della Giunta - tutti hanno dato il loro assenso a discutere della cosa. Poi vediamo. Certo se ci si riuscisse si farebbe bingo e il Collana sarebbe il lascito che le Universiadi consegnerebbero a Napoli». I primi distinguo, però, arrivano subito. A partire dal 5 dicembre saranno a Napoli i rappresentanti delle 17 discipline sportive per visionare gli impianti per le Universiadi. La Federatletica internazionale chiede ventimila posti (oggi poco meno di 7000) e una tribuna coperta. Oltre a uno spazio tra l'ottava corsia e gli spalti, un pistino di allenamento e diverse altre condizioni. Inoltre c'è da superare la convinzione che atletica e cerimonia d'apertura non si svolgano nello stesso stadio. Dall'altra parte ci dovrebbe essere la considerazione che risulta molto difficile riempire un impianto, il San Paolo, per una disciplina non proprio seguitissima. Per le Universiadi potrebbero tornare utili anche le palestre, in testa quella del basket crollata più di dieci anni fa. Per il Comune non esistono vincoli di tipo architettonico sulle tribune del Collana, quindi l'operazione restyling si potrebbe tranquillamente fare.

Ci vuole la volontà di tutti gli attori in campo e che la Fisu chiuda un occhio concedendo qualche deroga. Si punta tanto sulle Universiadi a Napoli. «Una grossa opportunità perché, diciamocelo francamente - continua Malagò - di problemi di impianti ne parlo tutti i giorni in tutta Italia ma qui si è raggiunto un record. Mi hanno sollecitato la situazione del PalaVesuvio, della palestra dei Cavalli di bronzo, per non parlare delle piscine che dal 2009, anno in cui le abbiamo rilasciate come Coni, ancora non hanno trovato pace. Sono venuto qui per mettere il Coni a disposizione, ci metto la faccia, ma è ora di risolvere i problemi a partire dalle questioni legate all'agibilità ed alla sicurezza». Sulle Universiadi anche l'attenzione dei presidenti di Federcanoa e Federcanottaggio, Buonfiglio e Abbagnale che hanno chiesto di essere inseriti nel programma. Da parte del Coni attenzione all'idea di de Magistris di organizzare le Olimpiadi della Magna Grecia assieme alle altre città del meridione d'Italia. «Sport ma anche cultura nelle capitali del mediterraneo per portare un messaggio di pace. Qui non esiste l'equazione eventi-corruzione, siamo trasparenti nei fatti e non a chiacchiere». Ma non solo Universiadi. Il nuovo colpo di teatro è la ricostruzione del Mario Argento chiuso dal 1998.

«Lo riapriremo», sentenzia De Magistris. Oggi è un parcheggio. Tempi e modi ancora ignoti. Una riunione di Giunta storica nella Sala Italia di Castel dell'Ovo con tanti napoletani e campani come Giuseppe Abbagnale, Luciano Buonfiglio, Franco Chimenti, Raffaelle Leonardo, Nello Talento ed altri. «Testimonianza di quanto questa città ami lo sport e abbia prodotto grandi figli di sport - dice Malagò - . Gli ultimi i cinque medagliati di Rio de Janeiro che hanno portato in alto la bandiera dell'Italia».

La riunione di Giunta è stata anche l'opportunità per incontrare gli organi territoriali del Coni. Malagò ha poi annunciato che il destinatario della borsa di studio del Coni intitolata a Ciro Esposito è il calciatore under 17 del Foggia, Francesco Pipoli perché «mentre era lanciato a rete, si è fermato per consentire i soccorsi ad un avversario che era a terra infortunato». Il gesto è stato compiuto nel novembre dello scorso anno, durante la partita under 17 tra il Foggia e la Lupa Roma. A un quarto d'ora dalla fine Pipoli era lanciato a rete ma il difensore che cercava di ostacolarlo è caduto a terra per uno stiramento e allora l'attaccante del Foggia ha tirato fuori la palla perché l'avversario potesse essere soccorso.

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