Sant'Agnello, il parroco si dimette
era stato eletto dai fedeli nel 1998

di Ciriaco M. Viggiano

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SANT'AGNELLO. Era uno degli ultimi parroci eletti direttamente dai fedeli, secondo un diritto che sette comunità ecclesiali della penisola sorrentina conservano da più di 800 anni. Ora, però, don Natale Pane dice addio alla parrocchia dei Santi Prisco e Agnello di cui era il responsabile dal 1998. «Motivi di salute»: ecco perché il 69enne sacerdote ha deciso di rassegnare le dimissioni.

A sostituire don Natale Pane sarà don Francesco Iaccarino, fino a ieri alla guida della parrocchia di Santa Maria di Galatea in Mortora, a Piano di Sorrento. Iaccarino resterà in carica come amministratore parrocchiale visto che, nelle comunità che godono del privilegio di eleggere la propria guida spirituale, il titolo di parroco spetta solo ed esclusivamente ai sacerdoti scelti dai fedeli a suffragio universale e diretto. Iaccarino, dunque, reggerà la parrocchia dei Santi Prisco e Agnello col titolo di amministratore fino alle eventuali elezioni. Il posto di Iaccarino a Mortora sarà preso da don Rito Maresca, 36 anni, ex parroco di Massa Lubrense e per lungo tempo insegnante presso il pontificio seminario campano interregionale di Posillipo.

L'addio di don Natale Pane riaccende i riflettori sul diritto di patronato, cioè sul diritto di elezione diretta dei parroci che spetta a 21 parrocchie in tutto il mondo. Tra queste, ben sette si trovano in penisola sorrentina: quella di Santa Maria del Lauro, a Meta; quelle di San Michele Arcangelo, di Trinità e di Mortora, a Piano di Sorrento; quelle di Trasaella e dei Santi Prisco e Agnello, a Sant'Agnello; quella di Casarlano, a Sorrento. Nonostante il diritto di patronato sia ancora formalmente riconosciuto dal Codice di diritto canonico, negli ultimi tempi la Curia sorrentino-stabiese ha manifestato la tendenza a sostituire i parroci dimissionari con amministratori parrocchiali, evitando così di indire le elezioni: è quello che è successo a Meta, dove l'arcivescovo Alfano ha nominato amministratore don Francesco Guadagnuolo al posto di don Gennaro Starita, eletto dai fedeli nel 1987 e posto in quiescenza per sopraggiunti limiti di età.

In difesa del diritto di patronato, negli anni scorsi, alcuni fedeli metesi diedero vita a un movimento che raccolse persino centinaia di firme per chiedere alle autorità ecclesiastiche di indire le elezioni per la successione a don Gennaro Starita. Così, tuttavia, non andò. Attualmente, in penisola sorrentina, resta un solo parroco eletto direttamente dai fedeli: si tratta di don Marino De Rosa, alla guida della parrocchia di Trinità dal 2007, quando i membri della sua comunità ecclesiale lo scelsero al termine di una "campagna elettorale" senza esclusione di colpi che creò più di un imbarazzo alla Curia sorrentino-stabiese.
Martedì 15 Agosto 2017, 16:21
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