Sant'Eligio e le Torri del Carmine: ora a Napoli le pizze si ispirano ai monumenti

Giovedì 25 Giugno 2020 di Giuliana Covella

Sant’Eligio, piazza Mercato, le Torri del Carmine. I luoghi che hanno fatto di quel territorio un tesoro di arte e cultura millenario, ma non sempre salvaguardato. Sia per il mancato senso di appartenenza dei cittadini a quelle chiese, quelle piazze e quei monumenti. Sia per le farraginose macchine burocratiche che, negli anni, hanno stentato a far decollare il restyling della zona. Eppure c’è chi crede ancora nel rilancio di quello che viene definito Decumano del mare e pochi mesi fa, prima che il Coronavirus sconvolgesse le nostre vite, ha deciso di investire in quel quartiere storico, ma di fatto abbandonato. Si tratta di Ciro e Antonio Tutino, fratelli e giovanissimi imprenditori, alla quinta generazione di una famiglia di pizzaioli: papà Michele gestisce la pizzeria Tutino Galante a San Giorgio a Cremano, dove i figli si sono formati; mentre nonno Ciro, con il fratello Giuseppe, dal 1960 sforna pizze a Porta Nolana. Ma la storia dei Tutino comincia ancora prima, con Giuseppe Tutino (nonno di Ciro e Giuseppe), padre di Michele che sposò Nunzia, appartenente alla famiglia dei pizzaioli Marigliano, che faceva la pizza “ogge a otto” ovvero con quel sistema di credito per il quale l’avventore poteva sfamarsi e pagare la settimana successiva.
 


Lo scorso novembre Ciro e Antonio hanno inaugurato un piccolo “gioiello” della tradizione gastronomica campana nel cuore di piazza Mercato. Il marchio è inconfondibile: BRO, acronimo che richiama subito alla consanguineità dei due titolari della pizzeria. Un locale elegante, confortevole e ultramoderno che offre però una garanzia: la pizza della tradizione made in Naples. Così Ciro e Antonio, ancora una volta, danno l’esempio e rilanciano il piatto più amato da napoletani e turisti in una speciale versione “estiva”: quella che si ispira ai monumenti più antichi del quartiere. Ecco allora le nuove pizze di Ciro Tutino. Il sapore della pasta alla Nerano, condita con zucchine fritte e Provolone del Monaco e basilico sulla pizza “Nerano ma non troppo” acquista profumo e gusto inaspettati con l’aggiunta di fiori di zucca e polvere di arancia. La parmigiana di melanzane targata BRO è servita sulla pizza “Stracciata”e poi arricchita dal gusto fresco di cubetti di formaggio primo sale; e ancora la “Marinara di papà” con l’impiego di due pomodori, datterino giallo e pomodorino del Piennolo del Vesuvio con aglio e origano di altissima qualità con l’aggiunta di bietola, olive nere di Gaeta e filetti di tonno rosso di Cetara.
 
 

Alla chiesa gotica di Sant’Eligio Maggiore è dedicata invece una pizza a base di peperoncini verdi saltati in padella con pomodorini, provola, salsiccia a punta di coltello e caciocavallo Moscione aggiunto dopo cottura. Alle due torri aragonesi che facevano parte della cinta muraria del castello del Carmine, punto d’accesso alla prigione per i condannati a morte dove è stata reclusa la rivoluzionaria Eleonora Pimentel de Fonseca nel 1799, sono dedicati due battilocchi, l’antica pizza fritta ripiena: Torre Brava rivela un ripieno di baccalà, pomodori, olive, capperi, aglio e prezzemolo; Torre Spinella zucchine, stracciata di vaccino, bottarga di tonno rosso e nocciole. La ricerca a partire dalle ricette tradizionali spicca anche negli antipasti: il classico arancino è sostituito da una versione ispirata alla zuppa di cozze del giovedì santo, con acqua di mare, pomodoro san Marzano, un ripieno di cozze e la panatura dorata realizzata con polvere di fresella. E nella carta estiva di Bro non mancano le pizze tradizionali e le ricette ormai divenute classiche. Dall’estate 2020 la pizzeria offre inoltre uno spazio all’aperto in piazza del Carmine, che si aggiunge alle due sale interne.

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