Scarti tessili lasciati in strada nel Napoletano, Apecar inchiodato dai video

Mercoledì 14 Agosto 2019 di Giuseppe Maiello
Otto grandi buste di plastica nera, contenenti scarti di lavorazione di una fabbrica tessile abbandonati di notte in pieno centro cittadino. La segnalazione, arrivata al comando della polizia municipale, informava gli agenti che in via Milano, una strada che collega via Fiume con via Vergara, a pochi passi dal cuore della movida, erano stati depositati alcuni bustoni di plastica nera, legati con nastro adesivo con la scritta sigillo di garanzia. Quando i caschi bianchi con il maggiore Biagio Chiariello si sono recati sul posto, dei bustoni era rimasto solo uno. Non potevano essere spariti. Così dopo una ricerca nei dintorni, gli altri sacchi di plastica sono stati rintracciati in via Tenente Vitale.

 

L'area è stata recintata ed è stata avvertita la ditta che si occupa di igiene ambientale in città. I contenitori sono stati aperti e sono stati prelevati dei campioni. Si tratta di scarti di una fabbrica che lavora nel settore dell'abbigliamento. I caschi bianchi nel corso delle indagini hanno acquisito il filmato di un locale pubblico, che la scorsa notte ha immortalato un uomo che arrivava in via Milano a bordo di un Apecar: dopo esserne disceso ha scaricato i sacchi nella strada deserta ed è andato via. Cosa sarà successo poi non si capisce, perché parte dei sacchi sono stati poi trovati, non molto lontano, in via Tenente Vitale, dove non ci sono abitazioni, né sistemi di videosorveglianza. Dal comando fanno sapere che si stanno verificando gli Apecar che non sono molti - in circolazione sul territorio; che negli ultimi tre mesi ne sono stati posti sotto sequestro 3 e che nessuno di questi ha violato il fermo. Controllata anche un'azienda che lavorava abusivamente nel campo tessile, inattiva però da alcuni mesi, dopo le verifiche, tempo fa, ed i sigilli dei caschi bianchi.
LE INDAGINI
A questo punto l'attenzione della polizia municipale si è catalizzata sul contenuto dei bustoni, che sono stati aperti e prelevati campioni, attraverso i quali sperano di arrivare alla fabbrica. Al vaglio degli agenti anche le immagini dell'hard disk del sistema di videosorveglianza del locale: pur non essendo visibile la targa, si spera di arrivare presto ad identificare l'autista dell'Apecar, che per qualche decina di euro, ha assunto il compito di far sparire le tracce degli scarti di lavorazione dell'azienda. «Sicuramente è una fabbrica, piccola, non in regola, e quindi sprovvista dei registri di scarico dei rifiuti, e che ha quindi la necessità di smaltire i rifiuti illegalmente in nero, visto che è illegale. È questa la piaga profonda della terra dei fuochi, i roghi tossici sono quasi sempre alimentati da chi ha necessità di ridurre in cenere scarti di lavorazione, che non potrà mai smaltire legalmente se opera in nero» spiega il maggiore Chiariello. Che assicura che si sta operando a 360 gradi. L'ipotesi più probabile è che sia la fabbrica che chi ha trasportato i rifiuti e li ha sversati, risiedano in un comune vicino. «Lambiente è una delle nostre priorità, contiamo molto sulla prevenzione. L'altro giorno abbiamo sanzionato il proprietario di un fondo, dove sono andate a fuoco le sterpaglie» conclude Chiariello, che sottolinea la carenza di organico dei caschi bianchi, ancora più evidente in questo periodo di ferie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA