Ercolano, restauri «porte aperte» e 165 telecamere per la sicurezza

Sono in corso nel Parco archeologico di Ercolano i lavori per la copertura della videosorveglianza dell'intero sito. Il Parco ha ricevuto un finanziamento di 3,5 milioni di euro nell'ambito del Pon Legalità 2014-2020 «Safety and Security per il Parco Archeologico di Ercolano» dal Ministero dell'Interno per realizzare un sistema moderno e rispettoso del contesto e della privacy dei nostri visitatori. È di questi giorni il montaggio di 165 telecamere, dotazione infrastrutturale di cui si sta munendo il sito per giungere poi nel tempo a una gestione e fruizione sempre più avanzata e personalizzata.

Dopo il montaggio delle telecamere, che sorveglieranno l'intero perimetro del Parco, le strade, alcune delle domus più visitate o dei monumenti di più complessa sorveglianza come le Terme centrali femminili, il progetto prevede la loro armonizzazione nel paesaggio antico. Il sistema, già operativo all'interno dell'Antiquarium, sarà attivato prima dell'estate e gestito da una sala regia monitorata 24 ore su 24.

«Questo organico sistema di videosorveglianza - dichiara il direttore Francesco Sirano - non solo sarà utile per l'accoglienza e la vigilanza degli spazi, ma sarà anche uno strumento duttile e intelligente per mappare in maniera anonima, e comunque nel pieno rispetto della normativa sulla privacy,  i flussi e i percorsi all'interno del sito in modo tale da programmare al meglio anche la rotazione dei monumenti accessibili».

Altra iniziativa, i restauri «a porte aperte» nel parco archeologico. Dal 19 aprile ogni venerdì mattina, dalle 11 alle 12, i visitatori del Parco potranno accedere ai cantieri di restauro in corso nell'area archeologica nell'ambito delle campagne di manutenzione sia programmata che straordinaria, e parlare con i conservatori per scoprire il loro lavoro. Si tratta di un servizio offerto dal Parco senza alcun costo aggiuntivo, essendo già compreso all'interno del biglietto di ingresso al sito.

«Close-up Restauri porte aperte», questo il nome dell'iniziativa, prenderà il via venerdì 19 aprile con la visita del cantiere della Sede degli Augustales, che si presenta come un'ampia sala con un sacello centrale riccamente decorato con affreschi parietali. Nella parte centrale della sala si conservano anche le grandi travi lignee, interamente carbonizzate, che servivano da supporto per il piano sovrastante. L'intervento conservativo prevede la mappatura, la pulizia e il consolidamento dei dipinti murali e degli intonaci. Per la pavimentazione è prevista la rimozione dei depositi incoerenti e coerenti, il trattamento biologico e il consolidamento della coesione e dell'adesione degli strati preparatori.

In merito agli elementi di legno carbonizzato, è in corso lo smontaggio, la pulizia e il rimontaggio dei vassoi protettivi in plexiglass. Un'ulteriore operazione è prevista sui vetri protettivi posti a protezioni di frammenti lignei carbonizzati lungo la facciata nord, che, se facilmente asportabili, potranno essere rimossi e puliti adeguatamente o, altrimenti, verranno puliti in situ senza smontaggio. «L'apertura al pubblico dei cantieri di manutenzione programmata - dichiara il direttore Francesco Sirano - corrisponde a una gestione partecipativa dei processi che vede da una parte anche la richiesta del nostro pubblico, sempre più appassionato e interessato, dall'altra il dovere di essere accessibili e trasparenti anche nella nostra pratica quotidiana in modo tale da rendere per tutti Ercolano laboratorio aperto. Il tutto avviene in coerenza con quanto voluto già dal grande studioso e soprintendente Amedeo Maiuri di rendere vivo un luogo in apparenza non vivo, ma che invece ha tanto da trasmettere e tramandare attraverso una modalità di fruizione aperta».
 
Giovedì 11 Aprile 2019, 09:16
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1 di 1 commenti presenti
2019-04-11 10:40:33
Passi per il resto ma la "fruizione personalizzata" desta qualche punto di domanda.

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