Parco archeologico di Pompei, è giallo nella domus: scompare chiusino in marmo

Giovedì 7 Ottobre 2021 di Susy Malafronte
Parco archeologico di Pompei, è giallo nella domus: scompare chiusino in marmo

Giallo negli Scavi di Pompei: è scomparsa la copertura in marmo, di epoca romana, di un pozzetto che si trova nel giardino della domus di Sirico. La denuncia è partita da un funzionario del Parco Archeologico, che segue i lavori di restauro in corso. I carabinieri, subito allertati, si sono trovati di fronte a una serie di punti interrogativi. Per cominciare, non sono certe la data e l’ora della sparizione. E poi: come mai al posto dell’oggetto trafugato è stata posta una pietra? Oggetto, quest’ultimo, difficilmente reperibile nei dintorni e che perciò farebbe crollare l’ipotesi del furto da parte di un turista. E ancora, se di furto si trattasse, il ladro avrebbe dovuto essere in possesso di un oggetto appuntito rigido - per esempio un cacciavite - necessario per fare leva in modo da alzare il chiusino e portarselo via. Le indagini dunque, pur non escludendo del tutto il furto ad opera di un visitatore, seguono anche la pista di un danneggiamento involontario, da parte di qualcuno che avrebbe poi nascosto o portato via i resti dell’oggetto in marmo. 

Gli investigatori dell’Arma, coordinati dal luogotenente Angelo Esposito e dal brigadiere Domenico Pocobello, responsabile del posto fisso degli Scavi, hanno concentrato le indagini nell’arco temporale compreso tra il  30 settembre e il 4 ottobre. Non sarà un caso facile da risolvere in quanto, secondo fonti investigative, il punto in cui si trova la bocca di cisterna - nel giardino della casa di Sirico - è fuori il raggio d’azione del sistema di videosorveglianza. In una nota la direzione del Parco archeologico precisa che la scoperta della sparizione è avvenuta il 4 ottobre e che essa è stata prontamente denunciata al presidio interno dei carabinieri. «Nella casa del Sirico - continua la nota - regolarmente aperta al pubblico, sono in corso interventi di manutenzione ordinaria a cura dei restauratori del Parco. Nello specifico il rivestimento marmoreo della bocca di cisterna era stato sottoposto a un intervento di messa in sicurezza ed erano state messe in opera delle staffe metalliche al fine di garantire un appoggio migliore al chiusino stesso». Il direttore generale Gabriel Zuchtriegel parla senza mezzi termini di furto e spiega: «Sono tuttora in corso verifiche, attraverso l’impianto di videosorveglianza interno, per ricostruire l’accaduto, che auspichiamo  forniscano elementi per il recupero del reperto».

Video

Il giallo riaccende i riflettori sulla sicurezza del sito archeologico più famoso al mondo. Ad alimentare il fuoco delle polemiche ci pensano i sindacati. «La sparizione del chiusino in marmo - afferma Michele Cartagine della Cisl-FP - decreta come l’efficienza dei servizi del Parco Archeologico di Pompei è al collasso per la mancanza di personale. Riteniamo che la rilevante carenza di personale non consenta un monitoraggio quotidiano dell’area archeologica, tant’è che il furto sembrerebbe essere stato inquadrato in una forbice temporale di 5 giorni. Episodio di notevole gravità - continua Cartagine - che apre uno scenario preoccupante». La casa di Sirico, dal nome del proprietario noto grazie al ritrovamento di un anello sigillo, accoglieva gli ospiti con la beneaugurante iscrizione posta sulla soglia di uno degli ingressi: Salve lucru(m), benvenuto guadagno. Nella domus sono visibili i calchi delle impronte che le vittime lasciarono nella cenere: si trattava di una famiglia composta da 4 persone, tra cui una ragazzina della quale restano solo alcuni frammenti salvatisi dal bombardamento su Pompei del 24 agosto 1943.

Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 14:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA