Scuole aperte, in Campania in aula a macchia di leopardo: epidemia e meteo fermano le lezioni

Mercoledì 9 Dicembre 2020 di Mariagiovanna Capone
Scuole aperte, in Campania in aula a macchia di leopardo: epidemia e meteo fermano le lezioni

La scuola in Campania non trova proprio pace. Nonostante con l'ordinanza 95 il governatore De Luca abbia riaperto la didattica in presenza anche alle seconde classi della primaria, oggi a scuola saranno davvero in pochi. Da lunedì sera infatti fioccano ordinanze sindacali di chiusura delle scuole, quasi tutte fino al 6 gennaio, alcune fino al 9 ma c'è anche chi ha prorogato la sospensione fino a sabato prossimo così da lasciare aperto uno spiraglio per portare in classe gli alunni per una decina di giorni. Qualche sindaco ha optato per l'apertura solo delle scuole dell'Infanzia, come a Nocera Inferiore e San Giorgio a Cremano, e c'è poi chi, pur avendo optato per l'apertura da oggi, ha emesso un'ordinanza di chiusura per allerta meteo, come accade a Salerno, Pozzuoli, Cava de' Tirreni, Pontecagnano e Nocera. Caos su caos invece a Napoli, dove il sindaco de Magistris in un primo momento ha comunicato sul canale social del Comune un'ordinanza di chiusura solo per i parchi cittadini e gli impianti sportivi, per poi estenderla solo ore dopo anche alle scuole, scatenando le ire delle famiglie. 

Su 550 comuni della Campania, quelli che resteranno aperti saranno una trentina. Tra i comuni più grandi ci sono Napoli e Salerno, coi sindaci Luigi de Magistris e Vincenzo Napoli promotori della didattica in presenza, anche se poi le classi sono piene a metà per via dei timori di tante famiglie. Tra i comuni che hanno optato per la riapertura troviamo Pozzuoli, con il sindaco Vincenzo Figliolia tra i primi a comunicare la decisione di riaprire dal 9 dicembre scuola dell'infanzia, e prima e seconda classe della primaria, «decisione è stata presa in base ai risultati dello screening effettuato sulla popolazione scolastica» spiega, ma in controtendenza rispetto ai primi cittadini dei comuni limitrofi, come Bacoli, Monte di Procida e Giugliano che hanno ordinato lo stop alle lezioni fino al 6 gennaio, mentre a Quarto l'ordinanza di chiusura è valida fino a sabato. Il sindaco di Pomigliano d'Arco Gianluca Del Mastro, che inizialmente aveva optato per la sospensione della didattica in presenza fino al 7 dicembre, ha deciso il ritorno da oggi. Apre anche Portici con il sindaco Enzo Cuomo che raccomanda ai genitori «di limitare la propria permanenza nelle aree di accesso alle strutture scolastiche per il tempo strettamente necessario», Ercolano, Boscoreale, Acerra, Casalnuovo, Grumo Nevano, Sorrento, Positano e Praiano. A San Giorgio a Cremano (ma solo scuola dell'infanzia) il sindaco Giorgio Zinno ha invece deciso di riaprire solo per i bimbi da 0 a 6 anni, quindi asili nido e scuola dell'infanzia. Aperte le scuole a Salerno, Cava de' Tirreni, Pontecagnano e solo la fascia 0-6 a Nocera inferiore. In Irpinia aperte a Rotondi, Cervinara, Roccabascerana, Sant'Angelo dei Lombardi e Montemarano. Nel casertano riaprono le scuole a Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, comuni gestito da un commissario prefettizio, dove dunque si è optato per una soluzione più istituzionale, e Marcianise. 

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Tra lunedì e ieri sono state firmate decine di ordinanze di proroga di chiusura. Come è avvenuto ad Aversa, Cesa, Capodrise, Calvizzano, Marano, Marigliano Villaricca, Mugnano, Qualiano, Casalnuovo. Chiuse le scuole anche a Caserta, Benevento e Avellino, così come a Ischia, nelle popolose cittadine casertane come Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere, Capua, Castel Volturno, Mondragone, Casal di Principe, e ancora in tutta l'area Nord di Napoli come Caivano, Casoria, Afragola, Caivano e in gran parte dell'Irpinia e della Valle Caudina. Molto deciso sulla sua posizione è il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione: «Non si può prima vietare alle famiglie di trascorrere insieme la notte di Natale, e poi dirgli di riportare i propri figli a scuola. Si alimenta solo panico, confusione. Ritengo altrettanto logico, in settimane segnate ancora da contagi e morti per coronavirus in città, rimandare a gennaio il ritorno in aula dei nostri bambini. Per questo ho deciso che le scuole di Bacoli resteranno ancora chiuse». Tra gli ultimi a decidere di tenere le scuole ancora chiuse c'è il sindaco di Avellino Gianluca Festa definendola «una scelta di sicuro non facile. Da una parte c'è l'istruzione in presenza, dall'altra la salute. In questo momento ritengo che la scelta più giusta da fare sia quella di tenerle chiuse, con l'obiettivo però di riaprire a gennaio». A convincerlo anche «un lieve aumento del rapporto tra i tamponi effettuati e i casi di positività riscontrati».

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