Scuole ancora chiuse a Napoli, esplode la rabbia delle mamme

Mercoledì 13 Novembre 2019 di Paolo Barbuto

Secondo giorno consecutivo di chiusura delle scuole a Napoli, quarto nel giro di una settimana. L'ordinanza è giunta ieri poco dopo le 19 per la gioia degli studenti in attesa disperata di notizie sull'allerta meteo e per la disperazione dei genitori dei bimbi più piccoli che sono stati costretti, ancora una volta, a riorganizzare le loro giornate per gestire i figli che restano a casa. Scatta l'allerta-nonni, generalmente, ma c'è anche chi è costretto a far ricorso alle baby sitter. Alcune mamme si organizzano all'antica: tutti i piccoli in una stessa casa con una mamma che si accolla la gestione del gruppo per consentire alle altre di scappare al lavoro.

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L'impossibilità di sapere con certezza se le scuole resteranno aperte fa montare la rabbia dei genitori che è direttamente proporzionale all'entusiasmo dei ragazzi più grandi i quali fanno festa e si sperticano in lodi e messaggi d'amore verso il sindaco che li lascia liberi da interrogazioni e compiti in classe per un altro giorno.

Dal cinque di novembre ad oggi sono stati quattro i giorni di chiusura prudenziale degli istituti per motivi meteorologici, la questione sta uscendo dall'ambito scolastico per trasferirsi in quello della polemica istituzionale. Al sindaco ha scritto Gaetano Simeone, il presidente della commissione infrastrutture del Comune di Napoli: «Continuano a pervenire a questa commissione lamentele da parte dei cittadini per la chiusura delle scuole ad ogni allerta meteo anche non gravissima... Sono fortemente preoccupato perché siamo solo a novembre e già ci sono state quattro giornate di sospensione: cosa accadrà nei prossimi mesi, in cui tendenzialmente i fenomeni avversi sono sempre più frequenti? Vorrei che ci fosse chiarezza nei confronti dei cittadini napoletani e che si dicesse loro, con la massima sincerità, quali sono le cause che spingono il sindaco ad emettere continue ordinanze perché non è spiegabile che in regioni del nord dove sono all'ordine del giorno temporali e bufere si va tranquillamente a scuola e da noi ad ogni giornata di maltempo si resta a casa».

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Sulla questione è intervenuto anche l'assessore regionale all'istruzione, Lucia Fortini che ha inizialmente ironizzato: «Pioggia e vento, questo si chiama inverno». Poi ha chiarito che bisogna intervenire in fretta per evitare disagi agli studenti di Napoli: «È un problema generale di cura della città, bisogna dare maggiore attenzione alla manutenzione di strade, alberi, edifici perché non possiamo consentire che i ragazzi che saltino troppi giorni di scuola rispetto a coetanei che, magari, abitano in comuni che subiscono le stesse sferzate del maltempo ma hanno strutture che sono mantenute e quindi non pericolose durante un giorno di maltempo»

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Si era sparsa la voce tra gli studenti che la Regione (che ieri ha chiesto lo stato di emergenza per le piogge del 3 novembre) avrebbe avuto in animo la decisione di far recuperare i giorni di scuola perduti per le emergenze meteorologiche, utilizzando i periodi di vacanza di Natale e di Pasqua. Si tratta, ovviamente, di una falsa notizia che è stata generata da qualche buontempone del web ed è montata talmente da essere stata considerata realistica anche al di fuori del web. Sulla questione ha tagliato corto l'assessore Fortini spiegando che non esiste nessuna possibilità del genere: «La Regione non può modificare il calendario scolastico».

Questa mattina gli istituti scolastici resteranno chiusi per gli studenti, non per i dirigenti scolastici e i responsabili della sicurezza delle singole scuole. Saranno chiamati ad effettuare puntuali verifiche sulla tenuta degli edifici e dovranno realizzare un accurato report sugli eventuali danni subiti dalle rispettive scuole in occasione di questi ultimi due giorni di forte vento e maltempo.

Ultimo aggiornamento: 12:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA