Scuole per i No vax, il Comune di Napoli in campo: «Subito un’indagine»

Martedì 7 Dicembre 2021 di Valentino Di Giacomo
Scuole per i No vax, il Comune di Napoli in campo: «Subito un’indagine»

«Abbiamo avviato una ricognizione sul fenomeno delle richieste per l’istruzione parentale, al momento i dati ci sembrano preoccupanti e configurano una situazione inquietante per il prossimo futuro. Stiamo approfondendo la vicenda con gli uffici competenti e poi valuteremo come intervenire». Mia Filippone, vicesindaco e assessore all’Istruzione del Comune di Napoli, sin da ieri mattina è al lavoro per avere un quadro della situazione il più completo possibile sul caso del boom delle richieste da parte di alcuni genitori di ricorrere alle scuole “fai da te”. Il fenomeno è quello raccontato ieri in un’inchiesta del Mattino sulla proliferazione, anche online, di gruppi di no vax e no Green pass che pubblicizzano l’istruzione parentale.

La libertà educativa è un diritto sancito dalla Costituzione, ma ben altra cosa è se la Carta è utilizzata come sotterfugio e si ricorre all’homeschooling solo per evitare che i propri figli siano obbligati ad indossare le mascherine in classe o, nei casi previsti, ad esibire il Green pass. «Qui - ci hanno risposto da un’associazione che organizza i corsi per l’istruzione parentale - se suo figlio non vuole indossare la mascherina è liberissimo. Siamo per la libertà». E dalla presunta libertà no mask si passa ad una libertà educativa spesso poco consapevole. Anche per questo, da ex dirigente scolastico, l’assessore Filippone è preoccupatissima. 

Nei prossimi giorni il Comune comincerà intanto a capire la portata del fenomeno con numeri alla mano. Fino a solo pochi mesi fa i casi di richieste di istruzione parentale erano piuttosto circoscritti e, prevalentemente, si trattava di situazioni molto particolari per lo più legate a problematiche di salute di bimbi e ragazzi. L’istruzione parentale prevede che siano i genitori ad assumersi la responsabilità di insegnamento dei propri figli ritirando così i bimbi da scuola. Ora sembra essere scoppiato un vero e proprio boom anche in concomitanza dell’ormai ventura campagna di vaccinazione che dal 16 dicembre prevede l’immunizzazione anche per i bambini nella fascia tra i 5 e i 12 anni. Se il fenomeno dovesse allargarsi a macchia d’olio il Comune è pronto comunque a intervenire. Se c’è libertà di ricorrere all’istruzione parentale, ciò non può pregiudicare l’azione di contenimento dei contagi che passa anche dall’utilizzo delle mascherine. Dopo l’analisi della situazione si passerà all’azione andando a verificare, con la disponibilità della Questura e della Prefettura, questi istituti “fai da te” che consentono ai ragazzini di stare in ambienti al chiuso senza utilizzare i dispositivi di protezione. Controlli che, eventualmente, sarebbe semplice effettuare in luoghi pubblici, ben più complesso se i genitori no vax organizzano le “lezioni” direttamente nelle abitazioni trasformando le proprie case in vere e proprie scuole “fai da te” nonostante l’istruzione parentale preveda prevalentemente l’insegnamento uno ad uno. 

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Le richieste sono tante e online si è attivato un vero e proprio mercato fatto di domanda e offerta. I genitori, pur di non mandare i figli a scuola, provano ad organizzarsi con altri genitori che hanno figli di pari età così da organizzare delle classi in casa propria o a casa degli altri. Ed è così che il papà di due bambine di 6 e 5 anni chiede aiuto su un sito no vax e no Green pass che pubblicizza l’homeschooling. «Quest’anno - scrive il papà - la bimba di 6 anni si appresta ad affrontare la prima elementare e la più piccola l’ultimo anno di infanzia. Siamo in cerca di famiglie con bambini che dovranno fare la prima elementare per organizzare l’homeschooling. Ci troviamo in Zona ospedaliera». Lo stesso chiede Gabriele con «4 minori di varie età, di cui due alle medie e uno alla primaria». Poi c’è la mamma del rione alto al Vomero con due figli di 10 e 14 anni che cerca «famiglie con figli coetanei ai miei per organizzare l’homeschooling». 

Laddove c’è una domanda ecco arrivare l’offerta. E non sempre qualificata. C’è il fantomatico docente che si propone di insegnare «la matematica fatta bene», pur spiegando di essere «non abilitato». Ancor più chiara è Ilaria che scrive in bacheca: «Non sono una maestra e non ho titoli di studio se non uno di scuola alberghiera, io posso fare istruzione parentale senza necessariamente avere un pezzo di carta perché ai bambini l’unica cosa che interessa è imparare ad affrontare la vita sviluppando la forza dell’anima». Ma sul sito si propongono anche docenti abilitati che hanno subodorato il business per farsi pagare le lezioni private. Pur di inseguire tesi antiscientifiche ci sono genitori disponibili a pagare di tasca propria (ci sono associazioni che si propongono per 40 euro al mese) e a sacrificare persino l’istruzione dei propri figli affidandoli a docenti improvvisati. 

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 07:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA