Selav, rabbia e disperazione
Addio lavoro: intervenga il sindaco

Martedì 18 Febbraio 2020
La protesta di questa mattina
Questa mattina i dipendenti della Selav hanno protestato dinanzi ai cancelli della Citelum. 
La Selav, ditta che aveva in gestione le lampade cimiteriali, è stata superata nell’ultimo bando proprio dalla Citelum. I dipendenti sostengono di aver avuto rassicurazioni sul mantenimento del posto di lavoro da parte del Comune di Napoli.
 
 

Nessun dipendente dell’azienda, invece, è stato “assorbito” e trenta persone hanno perduto il lavoro.
I lavoratori chiedono con forza un intervento di palazzo San Giacomo affinché trovi una soluzione al loro dramma lavorativo.
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Questo è il testo di uno dei documenti di protesta dei dipendenti Selav:
«Dopo l’estromissione della Selav, che per 50 anni aveva svolto con professionalità e competenze il servizio per l’illuminazione delle lampade votive nei cimiteri cittadini, sostenendo le nostre famiglie e noi dipendenti, oggi non lavoriamo...

Siamo fermi in attesa che le istituzioni cittadine e la nuova società affidataria del servizio ci restituiscano la possibilità di sopravvivere, ci restituiscano la dignità. Le certezze che fino a ieri avevamo e sono state spazzate via!
 Noi dipendenti della Selav invochiamo l’intervento del sindaco Luigi De Magistris - massima espressione di quelle istituzioni che fin qui ha ignorato le richieste di incontro - affinché si faccia garante degli impegni che l’Amministrazione Comunale stessa aveva assunto, ovvero: il mantenimento di tutti i posti di lavoro! Il nostro Sindaco si è giustamente speso intervenendo in favore dei lavoratori della Whirpool – nei confronti dei quali noi stessi esprimiamo vicinanza per la vicenda che ci accomuna – dimenticandosi di perorare la causa dei dipendenti della Selav il cui “problema” è conseguenza dell’opera di questa Amministrazione. 

L’anno scorso si riunì presso il Comune di Napoli, la Commissione infrastrutture con lo scopo specifico di affrontare la questione legata ai dipendenti della Selav. Il Vicesindaco Panini in quella stessa commissione fornì ampie garanzie in difesa dei posti di lavoro dichiarando (testuale - estratto del verbale del 3 aprile 2019): “...i rapporti con la Selav sono ottimi, in prospettiva faremo una gara ad evidenza pubblica... mettendo la clausola sociale del passaggio di cantiere. I lavoratori nel momento in cui la Selav continua l’attività non avranno danno, mai come in questa occasione la rotta è tracciata”. 

Ebbene, perché a quelle affermazioni, che appaiono chiare ed aprono ad una legittima aspettativa non sono seguiti i fatti? Il servizio per l’accensione della lampade votive non era in crisi, la Selav non era una società sull’orlo del fallimento, ma Il “Comune di Napoli” e per esso i suoi dirigenti, scegliendo (legittimamente) un percorso diverso hanno però dimenticato e cancellato i nostri posti di lavoro». © RIPRODUZIONE RISERVATA