Simone Frascogna ucciso a 19 anni dalla babygang, l'ultimo schiaffo del fratello dell'assassino

Martedì 20 Luglio 2021 di Pino Neri
Simone Frascogna ucciso a 19 anni dalla babygang, l'ultimo schiaffo del fratello dell'assassino

A bordo di una jeep, Rolex al polso e una donna accanto, ha sparato musica neomelodica a tutto volume attraverso il finestrino aperto, davanti al carcere di Poggioreale. Una messinscena consumata per fare una dedica appassionata al fratello, Domenico Iossa, 18 anni, finito nella prigione napoletana dopo aver ucciso Simone Frascogna. Simone era uno studente di Casalnuovo di 19 anni. Fu ammazzato semplicemente per uno sguardo di troppo, a novembre, in mezzo alla strada: nove coltellate al torace nel tentativo, riuscito, di salvare la vita all'amico con il quale voleva solo trascorrere una bella serata. E l'altro giorno il fratello dell'omicida, Francesco Iossa, 32 anni, pregiudicato di Pomigliano, ha pensato bene d'invocare l'attenzione di Domenico direttamente dall'esterno della prigione, dedicandogli la canzone che ha fatto da colonna sonora al suo gesto. Una boutade che ha scatenato l'indignazione generale. «Domenico sei la mia vita, sei il fratello migliore. Ma io ti aspetto, io sono paziente», ha urlato Iossa dall'auto parcheggiata in seconda fila, sul retro del carcere. Frasi in dialetto lanciate verso le finestre della prigione, insieme alla donna che lo accompagnava. Il tutto è finito in un video pubblicato a miracol mostrare da Tik Tok, il social troppo spesso utilizzato per scaricare filmati violenti o comunque in grado di turbare fortemente l'opinione pubblica. 

La clip inneggiante all'omicida di Simone è stata poi inserita e pubblicata nel profilo di Francesco Iossa e della sua compagna. Hanno potuto vederla tutti, migliaia di persone, soprattutto ragazzini, platea prediletta di Tik Tok. Scene che hanno fatto il giro del web, anche su Facebook. Un filmato che ha sconvolto tutta la famiglia e gli amici di Simone. La mamma del ragazzo assassinato, Natascia Lipari, già irrimediabilmente segnata dalla tragedia del figlio ucciso per futili motivi, si è dichiarata allibita e schifata dopo aver visto quelle scene. Il fuoco della tragedia non si è mai spento. Simone quest'anno ha ricevuto il diploma ad honorem. Avrebbe dovuto fare l'esame di maturità qualche giorno fa, presso l'Isis Europa di Casalnuovo, la sua scuola. «Dopo aver visto il corpo di mio figlio sfregiato da tutte quelle coltellate - dice Natascia - ho anche dovuto vedere questo filmato orrendo: un vero e proprio incitamento alla violenza. Nel video il fratello dell'assassino dice che sa aspettare. Bene: anche io so aspettare, anche io - urla quasi, Natascia - ho tutto il tempo davanti e quindi confido nella giustizia. Perché ho fiducia nella giustizia e mi aspetto la condanna più severa. Sono allibita, scioccata, schifata da questi esseri. Quali cambiamenti vogliamo aspettarci da gente così? Tenere in carcere assassini del genere significherà salvare un altro Simone». 

Il processo a Domenico Iossa è iniziato giovedi scorso mentre i legali dei suoi complici, due minorenni di Casalnuovo, hanno chiesto il rito abbreviato al Tribunale dei Minori. Nel frattempo Iossa si è avvalso della facoltà di non essere sottoposto a esami durante il dibattimento e di non rilasciare nessuna dichiarazione spontanea. Il suo avvocato, Antonio Iorio, ha consegnato una lettera alla Corte con cui l'omicida si è dichiarato pentito di quello che ha fatto. Iorio è anche il legale di Francesco Iossa, l'autore del video contestato. «Il mio assistito - spiega - mi ha riferito che con questo suo video non ha voluto offendere nessuno ma che il suo intento era solo quello di esprimere il sentimento di profondo affetto nei riguardi di suo fratello, che non riesce a vedere da mesi». Non la pensano così i familiari e gli amici di Simone e anche il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, che ha rilanciato le immagini incriminate sulla sua pagina Fb. «I criminali scrive Borrelli - vengono omaggiati ed esaltati mentre le vittime dimenticate ed abbandonate». «Questa ostentazione di solidarietà per un assassino - aggiunge Rosario Visone, esponente di Europa Verde nel territorio - è offensiva per la memoria di Simone e per la sua famiglia, alla quale esprimiamo solidarietà e vicinanza. Condanniamo con durezza il gesto: fermiamo la sottocultura criminale». 

Ultimo aggiornamento: 8 Settembre, 15:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA