Coronavirus a Napoli, i sindacati scrivono al Prefetto: «Soluzioni urgenti per aiutare i sanitari»

Sabato 28 Marzo 2020 di Melina Chiapparino
«Il personale sta rischiando la propria vita per salvarne tante altre e ormai allo stremo, per i gravissimi rischi a cui è esposto». Stavolta il grido d’aiuto dei sindacalisti è scritto nero su bianco in una lettera indirizzata al Prefetto di Napoli, Marco Valentini. L’ appello arriva dalla Federazione Sindacati Indipendenti e riguarda, in particolare la carenza di adeguate protezioni per molti dei sanitari impegnati nel fronteggiare l’emergenza Coronavirus, all’ospedale Cardarelli.

«Nonostante le sollecitazioni sindacali nulla è cambiato rispetto alle richieste di fornitura dei dispositivi individuali di protezione- scrive Enzo Santangelo segretario Fsi nel presidio collinare- a nulla sono valsi i numerosi documenti inoltrati ma si continua a razionarne la distribuzione, atteso che quelli consegnati sono inadeguati, non recanti il marchio CE e non a norma». Nella dura lettera dove i lavoratori sono paragonati a «soldati al fronte senza armi idonee», viene sottolineato che «gli operatori non chiedono ringraziamenti ma solo di essere messi nelle condizioni di lavorare nella massima sicurezza possibile».

Il documento sottoscritto anche da Antonio Cascone, il segretario territoriale Fsi, viene chiesto al Prefetto: «se i sanitari si dovessero ammalare chi curerebbe la collettività?». Tra le richieste a Valentini, emerge anche «il problema dei tamponi che per disposizioni vengono effettuate solo ai sintomatici, una condizione inaccettabile tanto più che i sanitari potrebbero esser untori inconsapevoli». Proprio in virtù di questo rischio, il sindacato annuncia la possibilità che «in assenza di misure protettive ci si potrebbe trovare di fronte a forme di legittimo rifiuto di alcune prestazioni».

Sul problema dei tamponi ma, in particolare, dei casi in cui si è verificata la necessità di effettuarli a sanitari, c’è un altro documento sindacale che ha denunciato le condizione del personale del reparto di Oncologia dell’Ospedale del Mare. Nel presidio di Ponticelli, circa due settimane fa, venne riscontrata la positività al Covid-19 del primario. Nonostante gli altri operatori siano stati sottoposti ai test per verificare l’eventualità del contagio, ad oggi che sono trascorsi 9 giorni dai prelievi non si è avuto ancora l’esito. «E’  inaccettabile che colleghi impegnati in aree ad altissima criticità ,alcune delle quali legate alla presenza quotidiana di pazienti oncologici, siano stati abbandonati in un limbo nel timore di aver contratto e a loro volta diffuso un agente patogeno altamente infettivo e potenzialmente letale» scrivono i sindacalisti della Fp Cgil puntando il dito sui ritardi delle risposte relative ai tamponi.

«Chiediamo di provvedere con estrema urgenza – si legge- e attivare tutte le procedure necessarie alle analisi dei tamponi eseguiti con esito definitivo certificati dal responsabile della struttura diagnostica di riferimento». Infine, nel documento inviato alla direzione generale dell’Asl Napoli 1 e ai responsabili dell’Unità di Crisi prevista per il Coronavirus, c’è scritto «visto il carattere di urgenza si informeranno autorità di competenza per la tutela dei lavoratori e dei pazienti» scrivono Alfredo Garzi e Rosario Cerullo, rispettivamente segretario generale e coordinatore dell’area metropolitana della Cgil Campana. Il  © RIPRODUZIONE RISERVATA