Sma, vertice in Procura a Napoli: la nuova «monnezzopoli»

di Leandro Del Gaudio

  • 30
Uno o più cartelli in grado di fare catenaccio, di fare ostruzionismo. E di far saltare il gioco, quello delle regole e della trasparenza, della migliore offerta, della proposta più competitiva. Meno gare pubbliche, maggiore ricorso alla trattativa diretta, alla convocazione di gruppi imprenditoriali con cui trattare la quota - in termini economici - per ogni tonnellata rimossa dai depuratori della Campania.

Uno schema che ha attraversato almeno tre indagini, una delle quali condotta alla fine del decennio scorso culminata nelle accuse ai vertici della protezione civile, proprio per la gestione del percolato.

Insomma, un problema vecchio che oggi orbita all'ombra della Sma Campania, la società in house interamente regionale, chiamata a smaltire i fanghi prodotti dai depuratori della Campania. Una questione nota, all'ombra del quale si annidano - secondo l'ipotesi investigativa - tangenti e accordi illeciti. È questa la frontiera più avanzata legata al mondo dei rifiuti e al sistema di smistamento del contenuto degli impianti di depurazione, una materia su cui ieri gli inquirenti hanno fatto quadrato.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Sabato 3 Marzo 2018, 10:41
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP