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Veleni nell'aria, nel Nolano
smog in costante aumento

Domenica 3 Aprile 2022 di Nello Lauro
Veleni nell'aria, nel Nolano smog in costante aumento

Uno stato di emergenza. L'aria nel Nolano è sempre irrespirabile: una certezza matematica da otto anni. Al 31 marzo le centraline dell'Arpac hanno già certificato che San Vitaliano e Acerra (scuola Caporale) sono «fuorilegge» con 40 e 39 sforamenti del limite massimo consentito per le emissioni di pm10 (50 microgrammi per metro cubo al giorno) da non superare più di 35 volte all'anno. Una costante nella terra dei fumi dall'istituzione dei rilevamenti nel 2015, ogni anno San Vitaliano ha sfondato sistematicamente il limite: 127 nel 2015, 78 nel 2016, 104 nel 2017, 122 nel 2018, 115 nel 2019, 107 nel 2020, 111 nel 2021 e 40 nell'anno in corso per un totale di 804 sforamenti in 2557 giorni di rilevamenti. Una percentuale stellare: in pratica uno ogni tre giorni.



Al secondo posto Pomigliano con 623 sforamenti, seguita da Acerra a chiudere il podio con 514 con Volla più indietro a 481 (il rilevamento è cominciato nel 2016). Staccatissime Casoria con 403 (la metà in pratica) e Napoli (via Argine) con 344. Dati che tolgono il respiro e preoccupano il «Comitato Aria Pulita Agro Nolano», composto da 24 associazioni ambientaliste, che ha organizzato un flash mob per dire basta all'«inerzia delle istituzioni» in programma domani a San Vitaliano alle 9,30 davanti alla scuola Marconi in via Appia, che ospita la centralina Arpac, e a seguire dalle 11,30 alle 13 ad Acerra, nei pressi della scuola Caporale. Molto si parla e poco si fa: è il mantra degli ambientalisti che si scagliano contro le istituzioni: «Si continua a non adottare misure idonee a contenere i livelli d'inquinamento da parte degli amministratori regionali, metropolitani e comunali. Anche la Prefettura non interviene.

Si continua a non dare risposta ai ripetuti e continui solleciti, suggerimenti e denunce delle associazioni e dei cittadini. Troppo timide, inappropriate, macchinose e di difficile applicazione appaiono le recenti procedure operative emergenziali e le misure di aggiornamento del piano regionale per il miglioramento della qualità dell'aria. I sindaci e gli amministratori locali appaiono insensibili, poco informati, scarsamente propensi a comunicare ai concittadini i rischi in un territorio dove la mortalità generale, in alcuni comuni, è di tre volte superiore alla media regionale», scrivono indignati.

«Siamo sorpresi della mancata risposta da parte dell'assessore regionale all'ambiente a una nostra lettera inviata agli inizi di marzo, e diretta anche al sindaco dell'Area Metropolitana di Napoli, al dirigente regionale dipartimento Ambiente, al direttore dell'Arpac e all'Anci Campania. Si chiedeva un incontro per discutere di una piattaforma programmatica per nuove ed incisive azioni per affrontare l'emergenza dell'inquinamento dell'aria nella conca Aversano-Acerrano-Nolana. Per noi sono necessarie azioni emergenziali immediate per mitigare il rischio, ridurre a monte e in modo strutturale le fonti di inquinamento, migliorare la rete di monitoraggio delle centraline Arpac e monitorare gli effetti sulla salute dei cittadini del territorio».
 

Ultimo aggiornamento: 19:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA