Solo giocolieri e clown, in Campania
addio agli animali nei circhi

Mercoledì 9 Ottobre 2019 di Gennaro Di Biase
Niente più tigri, elefanti, cavalli e altri animali al circo in Campania. Il Consiglio regionale ha approvato ieri all'unanimità la mozione ad hoc presentata dal consigliere dei Verdi Francesco Emilio Borelli: «Grande giornata per chi ama gli animali - spiega lo stesso Borrelli - L'obiettivo è azzerare gli spettacoli con gli animali entro due anni. Siamo tra i primi in Italia a promuovere un'iniziativa del genere e già in queste ore mi hanno contattato esponenti di altre regioni, come le Marche, assicurandomi che hanno intenzione di proporre una mozione analoga al più presto». Con la votazione di ieri, inoltre, «la Giunta regionale spingerà il governo a prevedere una ricollocazione, entro il 2021, degli animali detenuti nei circhi presso strutture idonee di cui si farà carico per il mantenimento». Intanto, dagli ambienti circensi filtra già l'intenzione di fare ricorso in ogni sede possibile contro il provvedimento. Stando ai dati, ogni anno in Campania arrivano infatti quasi 90 circhi con una media di 30 animali ciascuno. Ogni circo fa in media 100 spettacoli all'anno.

 

I NUMERI
Non è un settore particolarmente studiato, quello del circo. Gli ultimi dati ufficiali - commissionati al Censis dall'associazione Lav nel febbraio del 2017 - parlano di «151 soggetti che nell'anno 2015 hanno dichiarato introiti alla Siae». Va ricordato che non esiste obbligo di registrazione all'Ente nazionale circhi, fondato nel 1948.
Un'altra rilevazione, «condotta nel 2016 dalla CircusFan Italia, che promuove la cultura del circo», parla di «88 soggetti» (comprese alcune imprese di spettacoli di diversa natura). Nel decennio scorso erano «2000 - prosegue il report Censis - le unità della popolazione animale impiegate nei circhi, secondo una stima della Lav». Cavalli, pinguini, leoni, tigri, volatili, pesci, giraffe, elefanti, cani. Veri e propri zoo itineranti. «Nell'arco temporale 2010-2015 - si legge ancora nel documento - La prima considerazione evidente è il calo in termini assoluti sia del numero di rappresentazioni circensi sia del relativo afflusso di pubblico. Dal 2010 al 2015, il numero di spettacoli è sceso da 17.100 a 15.242 con un marcato decremento dell'11%; il numero di partecipanti, seppur in modo minore, registra anch'esso dal 2010 al 2015 una riduzione del 5% passando da 1.155.182 a 1.096.695 di pubblico». Il calo del settore ha portato a una diminuzione «del 9,3% tra 2010 e 2015» dei contributi Fus (Fondo unico per lo spettacolo) assegnati per le attività circensi (la cifra che varia dai 3 ai 4 milioni all'anno).
LA MOZIONE
In Campania dunque, al netto di probabili ricorsi in divenire da parte delle strutture circensi, si va verso un circo senza animali.
«Siamo davvero soddisfatti per il successo della nostra mozione - continua Borelli - La giunta regionale infatti è stata impegnata ad attivarsi presso il governo per arrivare a una rapida approvazione dei decreti attuativi previsti dall'articolo 2 della Legge 175/2018. La normativa punta alla revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti. La detenzione, l'addestramento e l'esibizione in spettacoli circensi comporta il più delle volte sofferenze e maltrattamenti degli animali». Resta al momento da chiarire da dove arriveranno i fondi per reinserire gli animali nella vita naturale.
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