Sorrento: da centro scommesse a b&b, permessi illegittimi. Indagati due comunali

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Dario Sautto
Sorrento. Un deposito trasformato in abitazione per diventare un b&b: tra i sette indagati ci sono anche due dipendenti comunali. Questa mattina, la Procura di Torre Annunziata ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari per sette persone accusate a vario titolo di falsità ideologica e violazioni del testo unico per l'edilizia.
Tra questi, spiccano i nomi dell'ex dirigente comunale di Sorrento, ora in pensione, Antonino Giammarino e l'altro dipendente dell'ufficio Tecnico sorrentino, Daniele De Stefano, per i quali il reato contestato è quello di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. Con loro risultano indagati Massimiliano Romano (proprietario e committente dei successivi lavori non a norma), Achille Martorano come conduttore di quelle opere, Giovanni Aprea come titolare della ditta edile, Luigi Gargiulo e Mario Vinaccia in qualità di direttori dei lavori.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giuliana Moccia del pool di magistrati della Procura di Torre Annunziata guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso e dall'aggiunto Pierpaolo Filippelli, riguardano la compravendita dell'immobile di via Capo a Sorrento avvenuta nel 2016, le autorizzazioni ottenute per effettuare i lavori ritenute illegittime e le successive opere di conseguenza abusive. Nel mirino degli inquirenti sono finiti i due cambi di destinazione d'uso – da deposito a residenziale prima, da abitazione a turistico-ricettivo poi – dell'immobile, con entrambi i mutamenti ritenuti non realizzabili poiché via Capo è una strada vincolata che si troverebbe in piena area agricolo ambientale.
In pratica, da centro scommesse ospitato in un deposito, il locale sarebbe stato venduto come abitazione e successivamente trasformato in b&b attraverso alcune modifiche. Una serie di passaggi, però, che sono stati ritenuti illegittimi dagli inquirenti, che adesso contestano diverse irregolarità. Gli indagati potranno chiedere di essere interrogati per spiegare le loro posizioni, prima che la Procura proceda con l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. © RIPRODUZIONE RISERVATA