Spazzatura non raccolta, periferie in tilt: «A Napoli caos organizzativo»

Lunedì 17 Giugno 2019 di Luigi Roano
Alle 20 di ieri Asìa ha avuto la possibilità di smaltire una parte delle 350 tonnellate che devastano le strade di Napoli - in particolare l'area nord - una boccata d'ossigeno che non risolve quello che è un problema strutturale. Perché i rifiuti continuano a essere in strada e se recupero ci sarà ci vorrà almeno una settimana per ritornare alla normalità. In questo contesto oggi in Regione gli assessorati competenti faranno un punto della situazione. A Palazzo Santa Lucia stanno chiedendo informazioni presso gli Stir per capire come mai solo Napoli non riesca a scaricare e smaltire i rifiuti mentre gli altri 91 comuni dell'area metropolitana non hanno difficoltà. Successivamente è previsto un punto con l'assessore competente del Comune Raffaele Del Giudice. Sul tavolo c'è però un'altra materia molto spinosa che sta togliendo il sonno. Vale a dire i continui flop delle gare per lo smaltimento dei rifiuti fuori dalla Campania o all'estero. Che certo non facilita le operazioni di pulizia delle strade e lo svuotamento dei cassonetti. Insomma, serpeggia preoccupazione in tutti e due i palazzi delle Istituzioni e la volontà è quella di non fare scoppiare una crisi a Napoli che sarebbe devastante per i cittadini e per le stesse amministrazioni. Un danno politico e di immagine che coinvolgerebbe tutti. Basta vedere come ancora oggi nella già martoriata Scampìa montagne di rifiuti invadono le strade.
 
È vero che l'inceneritore di Acerra sta bruciando i rifiuti con due sole linee e non con tre perché è in atto una manutenzione dell'impianto. Al riguardo oggi la Regione proverà a forzare la mano ai tecnici della A2A che gestisce l'impianto per accelerare la manutenzione. Tuttavia, lo stop della linea di incenerimento ad Acerra non giustifica quello che si vede nelle strade della città. La sostanza è che ci sarebbe alla base dei ritardi nello smaltimento dei rifiuti di Napoli un problema di organizzazione del lavoro. Vale a dire che gli operai di Asìa non riescono a espletare il doppio turno dopo le lunghe attese, anche di dieci ore agli Stir. Di conseguenza il camion carico sversa ma poi non ritorna in strada a raccogliere altro materiale. E questa circostanza si verificherebbe per due motivi. Il primo è che la media dell'età dei lavoratori di Asìa è di 60 anni e quindi fisicamente queste maestranze non ce la farebbero a raddoppiare il loro turno di lavoro. Il secondo motivo sarebbe di tipo economico. Vale a dire il pagamento degli straordinari. Insomma al netto di impianti vecchi e saturi e del personale anziano ci sarebbe anche una leva finanziare a frenare lo smaltimento dei rifiuti.

C'è dell'altro però che scuote sia Asìa - l'azienda per la raccolta dei rifiuti del Comune - che la Sapna - l'azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. In queste due aziende ci sarebbe una carenza di dirigenti, di qui il caos organizzativo, aggravatosi in maniera esponenziale da qualche mese. Cioè da quando Asìa ha ceduto Gianfranco Iodice a Sapna di cui ora è il numero uno. Iodice in Asìa era il cosiddetto «uomo macchina», il responsabile organizzativo del lavoro degli operai, dei turni di smaltimento e molto altro. Oggi nell'azienda del Comune sono rimaste solo tre figure apicali. E, stando a quello che trapela dalla stessa Asìa, sarebbero poche e male assortite. Il sospetto che le disfunzioni dello smaltimento dei rifiuti di Napoli siano dovute a problemi organizzativi e non logistici serpeggia anche in Regione. Ultimo aggiornamento: 13:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA