Spiagge libere, a Ischia via al «daspo» anticaos: chi non rispetta il distanziamento verrà espulso

Sabato 4 Luglio 2020 di Massimo Zivelli

Arriva il daspo per i frequentatori dei lidi pubblici che non rispettano le regole. Lo ha deciso il Comune di Ischia, che ha adottato un regolamento nel quale si legge che «per chiunque violi per tre volte quanto stabilito dal Piano di fruizione delle spiagge libere o dalle ordinanze balneari vigenti, verrà disposto il divieto d'accesso alle spiagge per tutta la stagione balneare». L'ordinanza fa discutere, ma intanto sull'isola verde quello di Ischia è l'unico dei sei Comuni ad aver adottato un regolamento e alcuni accorgimenti per garantire la sicurezza dei bagnanti sulle spiagge libere. Altrove le amministrazioni non sono andate oltre i proclami e i rispettivi litorali presentano anche situazioni ad alto rischio, nell'assenza totale di controlli.

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Nel territorio del Comune di Ischia, dunque, lungo gli arenili liberi sono stati posizionati appositi alloggi per gli ombrelloni. Per tutti c'è l'obbligo di posizionarsi nello spazio indicato dal segnaposto, dove potranno sostare 4 persone tra adulti e bambini (non si contano i neonati). Intorno al segnaposto la superficie disponibile è di 10 metri quadrati, con l'obbligo dell'osservanza della distanza minima di 1,5 metri tra le proprie attrezzature da spiaggia (lettini, sdraio eccetera) con quello dello spazio confinante. Viene severamente vietato prenotare postazioni con attrezzature da spiaggia diverse, che verranno rimosse dagli addetti alla sorveglianza. Vietati, inoltre, gli assembramenti e le soste lungo la battigia, così come le attività ludico-sportive individuali e di gruppo, come il gioco dei racchettoni, del calcio e della pallavolo. Mascherina obbligatoria nei locali chiusi degli stabilimenti limitrofi in concessione e in zone affollate. «Chiunque disattenderà una delle regole imposte verrà segnalato, e dopo tre infrazioni scatterà il divieto di accesso alle spiagge libere del Comune per l'intera stagione balneare», avverte il sindaco Enzo Ferrandino. I controlli saranno affidati a personale incaricato dal Comune, con l'ausilio delle forze dell'ordine qualora ce ne fosse bisogno: casi che rischiano di non essere isolati, laddove è probabile immaginare una certa resistenza al rispetto di alcuni dei divieti più stringenti.
 

 

Ma Ischia almeno ha dato seguito con i fatti ai proclami delle settimane scorse: non altrettanto si può dire invece delle restanti municipalità isolane, dove l'ultima direttiva in materia emanata dalla Regione, con quel suo «il rispetto delle regole è affidato al buon senso dei bagnanti» è suonata come il classico liberi tutti che ha spinto i sindaci a stracciare i piani di intervento per la messa in sicurezza e la sorveglianza delle spiagge libere di loro competenza. Il risultato è che da Casamicciola fino a Sant'Angelo, e passando per Lacco Ameno, si registrano assembramenti e anarchia. Per non parlare dei pericoli per la incolumità stessa dei bagnanti. Ai Maronti, il costone di Cavascura è pericolante e sulla stretta lingua di sabbia le ordinanze vietano la sosta e anche il passaggio. E invece - denunciano alcuni bagnanti in tanti, soprattutto famiglie e giovani, ignorano i divieti e sostano per ore sui tratti interdetti. E addirittura «gruppi di persone si piazzano all'interno delle sgrottature del costone, rischiando in caso di frana di fare la fine dei topi». «La cosa peggiore sia a Cavascura che a Cava dell'isola denuncia il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli è che i controlli sono del tutto assenti e chi viola i divieti non viene allontanato. Il buonsenso e quanto purtroppo accaduto in passato insegnano che la tragedia è sempre in agguato in questi casi e che gli amministratori locali non se la possono cavare limitandosi a far affiggere i cartelli di divieto, ma devono spingere Guardia costiera e forze dell'ordine ad attuare gli opportuni controlli». A Cava dell'isola il Comune di Forio, dopo la chiusura totale dell'arenile di tre settimane fa (peraltro subito disattesa da centinaia di bagnanti che hanno puntualmente fatto sosta in ogni caso sulla spiaggia, anche al di sotto dei costoni pericolanti) ha deciso di ristabilire la balneazione limitatamente alla sua parte centrale.

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