Stadio Maradona, De Laurentiis ricorre al Tar: «No ai vigili a pagamento per le partite del Napoli»

Il club contesta la scelta del Comune

Aurelio De Laurentiis con Gaetano Manfredi
Aurelio De Laurentiis con Gaetano Manfredi
di Luigi Roano
Martedì 20 Febbraio 2024, 23:52 - Ultimo agg. 21 Febbraio, 15:31
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Se è vero che «la Ssc Napoli sta elaborando una proposta per il Maradona appena arriva ne discuteremo» come ha rivelato il sindaco Gaetano Manfredi a margine della festa della Gevi, allora l’ex rettore probabilmente non sapeva ancora che patron Aurelio De Laurentiis l’idea l’aveva già elaborata e fatta mettere su carta dal suo legale Arturo Testa e immediatamente spedita sì a Palazzo San Giacomo ma soprattutto al Tar Campania.

Il patron ha citato il Comune innanzi al Tribunale amministrativo della Campania perché ritiene che la Ssc Napoli non debba pagare ai vigili urbani i servizi di viabilità straordinari in occasione delle gare degli azzurri al Maradona. compete al Comune. Ha le sue ragioni De Laurentiis nel ricorso - 20 pagine - che prende le mosse da sentenze della Corte dei Conti di Reggio Emilia che pone diversi dubbi sulla materia, ma di sicuro non è un buon viatico per riaprire un dialogo sul futuro del Maradona, della sua ristrutturazione e della possibilità di ospitare gli Europei di calcio del 2032.

A Palazzo San Giacomo non sono stati colti di sorpresa perché la materia è scivolosa e quando l’anno scorso, ad ottobre e dopo vari tentativi, fu varato il regolamento della Polizia municipale - che è figlio di una legge dello Stato la numero 21 del 2017, l’assessore Antonio De Iesu avvisò che ci potevano essere problemi, ma allo stesso tempo l’ex questore avvertì come la stessa Corte dei Conti, la Sezione però della Campania, pressava il Comune affinché incassasse quei soldi come avviene già in altre città. In sostanza per la magistratura Palazzo San Giacomo stava provocando un danno erariale all’Ente sotto forma di mancati incassi. E tra le due criticità il Comune ha preferito - ovviamente - assecondare le richieste della magistratura contabile. Gli avvocati del Comune ad ogni buon conto sono al lavoro, il messo che ha recapitato il ricorso della Società ha bussato alla porta del Municipio lunedì scorso. 

Il Comune per il patron ha varato un regolamento di «manifesta illogicità, irrazionalità, irragionevolezza dell’azione amministrativa, travisamento dei fatti, contraddittorietà del Regolamento e dell’azione amministrativa, disparità di trattamento ed eccesso di potere». Palazzo San Giacomo naturalmente si opporrà e si presenterà davanti al Tribunale amministrativo con le sue ragioni. Il sindaco - questo trapela - si affida alle valutazioni della magistratura amministrativa. Il regolamento comunale del resto - questo il ragionamento - è stato approvato in virtù di una legge nazionale che viene infatti applicata anche ad altre squadre di calcio dai rispettivi Comuni. Ma poi c’è anche dell’altro. De Laurentiis è uno che quando si tratta di stadio e di pagare prova sempre a svicolare, legittimo da parte del patron esperire strade diverse. Però in Municipio il sospetto che questa mossa del Tar possa essere una manovra per far capire che sul Maradona il Presidente della Ssc Napoli non intende svenarsi aleggia come un fantasma. Del resto il sogno di De Laurentiis è quello di avere lo stadio a zero euro lo ha sempre detto e dichiarato. Ma sulla struttura di Fuorigrotta - fanno notare da Palazzo San Giacomo - al patron è stato fatto un report preciso su quello che serve. Ma soprattutto al sindaco l’ultimatum lanciato da De Laurentiis che vuole risposte in entro giungo dal Comune non è piaciuto e non piace. Manfredi nella sostanza ribadisce come ha fatto negli ultimi giorni che se non arriva una proposta lui risposte non ne può dare.

Perché il Regolamento della Polizia municipale nella parte in cui bisogna pagare i vigili per la Società è illegittimo? Per illegale del Presidente nel Regolamento «l’evento calcistico in questione non risulterebbe “tipizzato in alcun riferimento normativo che possa ricondurlo ad un’attività pubblica, per cui, considerato anche lo scopo lucrativo dell’evento, i relativi costi sarebbero da addebitare alla società promotrice dell’evento». La Società con il suo legale eccepisce questa determinazione e richiama un parere della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna del 2018 dove i magistrati contabili «attese le “criticità applicative” riscontrate da vari enti locali». Ovvero la Corte emiliana, in merito ha precisato che «la ripetuta affermazione del solo carattere privato, soggettivo ed oggettivo, che motiva il pagamento del servizio, rappresenta un rilevante argomento interpretativo, ma i promotori di attività pubbliche o di interesse pubblico, tali oggettivamente o anche soggettivamente, che rendano necessari interventi di assistenza per la viabilità, possano essere esclusi dal pagamento del relativo servizio, prescindendo dal parametro del lucro». Insomma il fatto che nello specifico dalla partita ci guadagni la Società non fa sì che lo stesso evento non sia di interesse pubblico. 

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E ancora: «Secondo la costante giurisprudenza gli impianti sportivi, di proprietà comunale, appartengono al patrimonio indisponibile del comune, essendo essi destinati a un pubblico servizio» e questo fa sì che la Ssc Napoli non è tenuta a pagare i vigili urbani. Il legale della Società richiama anche quello che c’è scritto nella Convenzione dove si legge che lo stadio di Fuorigrotta è stato costruito «e destinato prevalentemente allo svolgimento delle partite di calcio giocate o ospitate dalla principale squadra cittadina» e questo ne fa di per sè un evento di pubblico interesse che non rientra tra i servizi a pagamento.