Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Stadio Maradona, la scoperta: solo 40 posti per disabili mentre ne servirebbero 275

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Emiliano Caliendo
Stadio Maradona, la scoperta: solo 40 posti per disabili mentre ne servirebbero 275

I posti riservati a persone affette da disabilità allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli sono solo 40. Ne dovrebbero essere invece 275. A scoprirlo è Giorgio Longobardi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e membro della commissione Sport, a seguito di un’interrogazione presentata all’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, con delega ai diritti e pari opportunità delle persone con disabilità, Luca Trapanese. «L’interrogazione – dice Longobardi - nasce a seguito dell’episodio che vide protagonista Vito, giovane tifoso disabile a cui non fu permesso di entrare allo stadio. La madre, Katia Esposito, grazie al supporto dell’associazione Smile Amici di Ilaria e di altre realtà che si occupano di disabilità, ebbe poi il coraggio e la forza di organizzare un flash mob all’esterno del Maradona per accendere i fari dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla questione. Abbiamo quindi verificato la situazione relativa ai posti per disabili e da quello che abbiamo scoperto, i posti allo Stadio Maradona sono solo 40. Abbiamo letto la disposizione di legge che prevede l’inserimento di posti per disabili negli stadi e da questa risulta che ogni 400 posti, due dovrebbero essere assegnati alle persone diversamente abili». 

In Italia non c’è una normativa precisa sui posti da destinare ai portatori d’handicap all’interno degli stadi, se non un decreto ministeriale del 2005 che definisce le norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi. In questo caso, però, il riferimento è a un altro decreto ministeriale, il 236 del 1989, che prevede per i luoghi destinati a eventi e spettacoli (e il Maradona indubbiamente lo è) la dotazione «di posti riservati per persone con ridotta capacità motoria, in numero pari ad almeno due posti per ogni 400 o frazione di 400 posti, con un minimo di due», proprio come affermato da Longobardi. «Facendo un calcolo rapido – evidenzia il consigliere comunale - su 55mila posti di capienza dell’impianto di Fuorigrotta, i posti dovrebbero essere 275, invece che 40». «Ci auguriamo – conclude – che l’amministrazione intervenga quanto prima. Dipendesse da me già per la prima partita di campionato in casa, vorrei che ci fossero questi 275 posti. So che è un’utopia e non potrà mai succedere, però almeno per l'anno che verrà, auspichiamo venga fatto l’ampliamento entro la fine del campionato con il numero corretto come da regolamento. E non 60, per fare un esempio».

Puntuale la risposta dell’assessore Trapanese che ha accolto la proposta di un incremento dei posti riservati ai diversamente abili allo Stadio Maradona e che – si legge nella risposta all’interrogazione - «si adopererà in tutte le sedi opportune per la sua concreta realizzazione». Sì, perché la delega sul Maradona ce l’ha direttamente il sindaco Gaetano Manfredi e spetterà a lui l’ultima parola sui necessari interventi strutturali necessari a riguardo. «È un tema – spiega Trapanese - che solo in parte riguarda le politiche sociali. A me interessa la fruizione dei disabili ovunque. La visione dell’amministrazione è quella di far sì che le persone disabili possano essere accolte allo stadio, ai concerti, nei musei, per strada. L’abbattimento totale delle barriere architettoniche e l’accoglienza di tutte le diversità delle persone, da quelle non vedenti, a quelle non udenti, a chi si trova in una condizione di mobilità ridotta». Trapanese ricorda poi che le modalità di accesso allo stadio in occasione delle partite del Napoli sono definite da uno specifico regolamento d’accesso realizzato direttamente dalla Società Sportiva Calcio Napoli. «Ovviamente attenzioniamo le esigenze di tutte le persone disabili per poter usufruire in piena libertà dello Stadio. In questo momento c’è una Tribuna destinata alle persone disabili perché il regolamento prevede che anche una persona con una gamba rotta, con una gruccia ad esempio, non può accedere agli altri settori perché per sicurezza non ci dev’essere nessun oggetto che possa diventare un’arma. Quindi in questo momento i posti dedicati alle persone disabili sono in una tribuna specifica e sono posti a rotazione: vale a dire una persona disabile che prenota il posto per una partita, non può prenotare per la partita successiva perché dobbiamo dare disponibilità anche ad altri». Un regolamento estremamente complesso se si raffronta con quello di altre società calcistiche di serie A. Infatti, prevede la richiesta di un codice (i cui tempi di rilascio sono variabili) per poi poter acquistare il biglietto online, presentando infine tutta la documentazione, più il tagliando, all’ingresso dello Stadio. L’ampliamento dei posti – specifica l’assessore Trapanese – non dipende però dal Regolamento d’Accesso Diversamente Abili: «L’amministrazione è molto sensibile al tema e ci sta lavorando. Dobbiamo capire se possiamo ampliare i posti anche in altri spalti. Questo prevede, non una revisione del regolamento, bensì un’attività di ristrutturazione degli ingressi e degli ascensori e questo è in valutazione».

A questo punto dall’opposizione si fa largo una proposta avanzata dallo stesso Longobardi: «Ci sono dei casi di variazione di bilancio o di prelievo dai fondi di riserva per casi eccezionali. Questo per me è un caso eccezionale ovviamente. Potremmo proporre una cosa del genere ma bisognerebbe capire la volontà del Sindaco e degli assessori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA