Stessa cella per Materazzo e il giudice: vite incrociate nell'inferno Poggioreale

di Leandro Del Gaudio

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Ha trascorso alcune settimane di detenzione lì in una cella del carcere di Poggioreale, accanto all'uomo condannato all'ergastolo per l'omicidio del fratello. Eccoli nella stessa cella, due pezzi della migliore borghesia napoletana: il giudice Alberto Capuano, finito lo scorso luglio agli arresti con l'accusa di corruzione; e Luca Materazzo, il 37enne condannato in primo grado per aver ucciso - con oltre quaranta coltellate - il fratello Vittorio (siamo a novembre del 2016), in viale Maria Cristina di Savoia. Lui, magistrato in carriera di cinquant'anni; e l'altro, aspirante notaio, cresciuto in una famiglia di costruttori e di professionisti. Hanno parlato dei rispettivi momenti di incertezza, si sono confrontati sulle accuse da cui difendersi, sulle iniziative da vivere in un carcere da sempre alle prese con problemi numerici (per la folla di detenuti), si sono fatti coraggio l'uno con l'altro.

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Mercoledì 9 Ottobre 2019, 08:21
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