Street art nei vicoli di Napoli,
​la scommessa sporcata

di Antonio Menna

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C'è una maniera lieve e gentile anche di essere murales, e la differenza si spalma sui luoghi. Basta entrare in vico Buongiorno per capire. Siamo nel cuore dei Vergini, che poi sarebbe la Sanità, che poi sarebbero i Miracoli, e più su la Stella. Insomma, difficile anche da definire questa batteria di strade che parte da via Foria e si infila nella pancia di Capodimonte. All'improvviso lungo il mercatino e la fila di bancarelle della frutta compare questo vicolo che è tutto dipinto. Ma con un tratto così lieve che la gente si ferma rapita. Un volto di donna, una mano maschile che accarezza il mento. «Guardate che bellezza - dice Nicola, mentre scarica cassette di carciofi per allestire il suo banco - io mi incanto tutti i giorni». La parete è bassa, il volto è luminoso e da quando è stato dipinto, due anni fa, dall'artista Facte, sembra aver ingentilito i balconcini. Non mancano i panni stesi, i motorini parcheggiati, un motore arrugginito del condizionatore. Ma questa Benedizione di Dio - così si chiama il murales - costringe tutti a pulire il proprio pezzo. «Prima ci stava una macchia di calce da una parte - dice un ragazzo che serve i caffè nel bar che incrocia la strada principale - e una di muffa dall'altra parte. Adesso che ci stanno questi colori, abbiamo comprato le sedie nuove del bar». Che sono sempre di plastica, e sono sempre bianche, e non fanno eccezione al respiro popolare del quartiere. Ma sanno di nuovo, ed è accaduto per rigenerazione positiva. Perché se può succedere che un murales non faccia primavera può succedere pure il contrario: che una parete dipinta, illumini tutte le altre.

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Giovedì 4 Aprile 2019, 09:54
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